CERCA IN IDEAMAGAZINE.NET

 

 ABITARE IL TEMPO 2007 - ITALIAN NEW WAVE 


L'edizione 2007 di Abitare il tempo si è configurata come un'importante occasione di confronto tra i corsi di design attivati nelle università italiane.
Dieci padiglioni, uno per ognuna delle istituzioni invitate (ISIA di Firenze, le Università di Firenze, Genova, Palermo, Roma "La Sapienza", IUAV di Venezia, Politecnico di Milano, Napoli Federico II, Seconda Università di Napoli, e, per le scuole private, IED di Milano), hanno fatto da corona ad una grande piazza, sede del relativo convegno sulla didattica del design.
Gli organizzatori hanno collocato al centro della grande piazza, sollevata dal suolo, la monumentale poltrona "mamma" (UP 5 di B&B Italia), progettata nel 1969 da Gaetano Pesce che ora, per effetto di un ironico redesign, è finalmente felice di aver spezzato la "catena" che, come è nel galeotto tipo, legava al suo corpo un'enorme palla (in realtà uno sferico pouf). Un progetto, quello di Pesce, che alla fine degli anni sessanta, prima ancora che nel nostro paese fiorissero i movimenti femministi, sebbene con un approccio ironico, si poneva come eloquente denuncia della condizione femminile.
Speriamo che questa ritrovata felicità sia di buon auspicio per arginare le attuali e crescenti voglie di "controriforma". Con troppa frequenza infatti affiora la tentazione di mettere in discussione conquiste civili e sociali che sembravano consolidate.
Speriamo che sia di buon auspicio anche per le scuole di design e per i loro studenti perché questi, di fronte alla complessità e alla gravità dei problemi che contraddistinguono questa nostra epoca, sappiano farsi interpreti e protagonisti del cambiamento, eportatori di quella tensione positiva verso il rinnovamento che è alla base del fare progettuale.

Le dieci scuole hanno presentato i loro progetti più significativi con il fine di rendere visibile la loro filosofia didattica. L'insieme dei prodotti e dei prototipi presentati ha messo in luce una qualità discreta ma, nonostante gli intendimenti degli organizzatori, non ha permesso di comprendere sino in fondo l'identità culturale delle singole istituzioni. I progetti e i prodotti più che restituire le peculiarità formative dei singoli istituti hanno messo in luce la molteplicità, negli stessi, degli atteggiamenti progettuali. Tale condizione, probabilmente inevitabile, congiunta alla scelta di dare rilevanza a progetti orientati concretamente alla produzione, ha prodotto un'immagine piuttosto omologata della formazione nel design nel nostro paese. L'attenzione del visitatore si è concentrata più sul singolo oggetto, o sul singolo progetto, anziché sulla filosofia didattica dell'istituzione.

Per la sua diversità e unicità è emerso l'allestimento di Napoli 2: un "giardino della creatività", dove il dialogo tra naturale e artificiale, tra tradizione e innovazione, ha prodotto una suggestiva "identità mediterranea".
Divertente l'allestimento proposto da Palermo, dove i prototipi affioravano da cataste di scatoloni; un vero e proprio magazzino della creatività. Una proposta di allestimento, quella di Palermo, che ha messo in evidenza come si possa essere efficaci anche con risorse economiche limitate.
Quasi tutte le università hanno scelto di privilegiare progetti orientati alla produzione industriale ponendo attenzione, in diversi casi, alle peculiarità economico-produttive dei loro territori: sicuramente buoni esercizi di progettazione, con idee interessanti e prototipi ben costruiti, ma è apparso esile lo spirito critico e scarsa l'attenzione verso quelle problematiche sociali e ambientali che viceversa dovrebbero trovare proprio nell'ambito della formazione un particolare rilievo.
La scelta di rendere visibile principalmente un saper fare design più orientato al contingente che agli orizzonti futuri non è apparso in linea con l'orientamento del convegno, dove viceversa si è parlato di "scuola di pensiero", di "atteggiamento critico e consapevole", di "identità italiana nella didattica del design le cui radici affondano nell'Umanesimo", e così via.

Il convegno, che ha visto gli interventi, nell'ordine, di Patrizia Ranzo, Alberto Seassaro, Ernesto Gismondi, Elisa Astori, Philippe Daverio, Aldo Colonnetti e Giuseppe Furlanis, è stato introdotto e concluso da Vanni Pasca che ha invitato a non indulgere nella nostalgia per un design italiano che non esiste più e, viceversa, comprendere e confrontarsi con gli attuali processi di trasformazione che chiedono una cultura e una prassi del progetto più evoluta, interdisciplinare e attenta all'innovazione. A Pasca ha fatto da "controcanto" Daverio che con la sua solita ironia ha messo in evidenza come la nostalgia e la tradizione siano nel DNA degli italiani e dello stesso design italiano che ha operato spesso nel solco della tradizione. Lo stesso Daverio ha indicato, quali principali atteggiamenti progettuali, il saper mettere in discussione le regole precostituite e il sapersi contrapporre ad ogni concezione autoritaria della politica e della cultura. Indicazioni, queste, che hanno idealmente collegato il convegno delle scuole di design a due altri importanti momenti della manifestazione veronese: l'assegnazione del Premio Abitare il Tempo ad Alessandro Mendini e il ricordo, attraverso una mostra e un convegno, della geniale attività di Dino Gavina. Due personaggi non confinabili nel recinto delle professioni di designer e di imprenditore.
Alessandro Mendini, infatti, più che un architetto o un designer può essere definito un intellettuale del progetto, capace di rinnovare continuamente il design attraverso contaminazioni di genere e di linguaggio. Un lavoro, il suo, che mette chiaramente in evidenza come alla base del design italiano ci sia un "pensiero umanista".
Di Dino Gavina si è ricordato il suo lavoro di imprenditore anomalo e geniale o meglio "sovversivo", come lui stesso era solito definirsi anche nel suo biglietto da visita. Gavina ha prodotto delle vere e proprie collezioni artistiche fatte di prodotti eterogenei nei contenuti estetici, ma connotati sempre da una elevata tensione artistica.
Due esempi, quello di Mendini e quello di Gavina, che dovrebbero far riflettere gli studenti e i docenti delle scuole di design, e stimolarli a osare di più per non subire le trasformazioni ma essere artefici del cambiamento.

L'ISIA AD ABITARE IL TEMPO 2007
Nel tentativo di restituire la molteplicità degli interessi di ricerca, l'ISIA di Firenze ha partecipato alla mostra Italian New Wave con un allestimento dinamico: un flusso di immagini e di progetti riferiti principalmente a tre aree di ricerca – conoscenza, coscienza, con la scienza – al fine di indicare l'impegno dell'istituto su temi di rilevanza sociale e orientati al risparmio delle risorse naturali e alla tutela dell'ambiente, ma al tempo stesso tesi a far emergere il ruolo essenziale che è attribuito al pensiero scientifico nell'individuazione di soluzioni credibili ai problemi contingenti, sempre più complessi e articolati.
La progettazione per essere efficace ha, infatti, la necessità di confrontarsi continuamente con l'innovazione tecnologica, ma tale confronto non può prescindere dalla "coscienza", cioè dalla scelta e dall'impegno di dare un senso etico al fare progetto. Nei prodotti presentati l'innovazione formale è inscindibile dall'innovazione tecnologica, e il progetto si caratterizza sempre come il risultato del contributo di competenze specialistiche diverse.
L'allestimento ha avuto anche lo scopo di presentare i diversi indirizzi di studio: dal design del prodotto a quello dei servizi, dal design della comunicazione a quello della moda, quest'ultimo sviluppato dall'ISIA in collaborazione con Polimoda, Centro di Firenze per la Moda Italiana e Pitti Immagine.
Un allestimento configurato come una scena teatrale capace di rendere visibili i dubbi ma anche le passioni e gli entusiasmi degli studenti, nonché la loro tensione verso il mondo futuro.

A fianco dell'attività professionale svolta nell'ambito della progettazione e consulenza industriale, Giuseppe Furlanis si interessa di "pedagogia del progetto" attraverso attività di insegnamento, pubblicazioni di articoli e saggi, seminari e conferenze in scuole ed università italiane ed estere. Nel 1985 inizia l'attività di "esperto" in design del Dipartimento di Cooperazione e Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri. Promuove mostre e convegni in diversi paesi: svolge attivita' didattica e di coordinamento all'Art and Design Centre di La Valletta e per il centro di Disegno Industriale di Montevideo. Dal 1990 al 2007 è direttore dell'I.S.I.A. di Firenze. Attualmente è presidente CNAM, Ministero dell’Università e della Ricerca.



Italian New Wave - Progetti dalle scuole di design
a cura di: Carlo Amadori, Vanni Pasca e Luca Scacchetti
Con il patrocinio del Ministero dell'Università e della Ricerca

IED Milano
Istituto Europeo di Design
www.ied.it
ISIA Firenze
Istituto Superiore per le Industrie Artistiche
www.isiadesign.fi.it
IUAV
Università IUAV di Venezia / Facoltà di Design e Arti / Dipartimento delle Arti e del Disegno Industriale
www.iuav.it/homepage/fda
Politecnico di Milano
Facoltà del Design / Dipartimento Indaco / Consorzio POLIdesign
www.design.polimi.it / www.indaco.polimi.it / www.polidesign.net
Università degli Studi di Firenze
Facoltà di Architettura / Corso di Laurea in Disegno Industriale
www.design.unifi.it
Università degli Studi di Genova
Facoltà di Architettura / Corso di Laurea in Disegno Industriale
www.arch.unige.it / www.arch.unige.it/did/l1/disegnoind/lauw1.htm
Università degli Studi di Napoli Federico II
Cattedra di Disegno Industriale / Dipartimento di Configurazione ed Attuazione dell'Architettura
www.architettura.unina.it
Seconda Università degli Studi di Napoli
Corso di Laurea in Disegno Industriale / Disegno Industriale per la Moda / Progetto e gestione di prodotti e servizi per i distretti industriali
www.architettura.unina2.it/archisito/disegno industriale.html / www.architettura.unina2.it/archisito/design per la moda.html
Università degli Studi di Palermo
Istituto di Disegno Industriale
www.architettura.unipa.it/design
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Corsi di Laurea in Disegno Industriale / Factory La Sapienza Design
www.disegnoindustriale.net

Il design italiano tra storia e futuro
Padiglione 8, Spazio Mostre
Venerdì 21 settembre, ore 9.30 - 13.00
Ore 9.30
Introduce e modera: Vanni Pasca
Omaggio a Dino Gavina
Interventi di Philippe Daverio e Luca Scacchetti
Ore 11.00
Il design delle scuole di design

Interventi di Elisa Astori, Giulio Cappellini, Philippe Daverio, Ernesto Gismondi, Patrizia Ranzo, Giuseppe Furlanis e Alberto Seassaro. Dibattito con presidi, docenti e studenti delle Università e Scuole di design di Milano, Venezia, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Palermo

Dino Gavina: omaggio ad un progetto estetico
A cura di Carlo Amadori, Vanni Pasca e Luca Scacchetti

testo:
Giuseppe Furlanis

Il testo originale è disponibile sul sito di ISIA Firenze
www.isiadesign.fi.it

I.
II.
III.
IV.
V.
VI.
VII.
VIII.
IX.
X.
XI.
XII.
XIII.
 





TOP