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 MOSTRE ITALIA

Lorenzo Damiani, Tuttitubi, Ospiti inaspettati. Case di ieri, design di oggiMuseo Bagatti Valsecchi, Casa Boschi di Stefano, Villa Necchi Campiglio e Museo Poldi Pezzoli presentano, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e Cosmit, la mostra Ospiti inaspettati. Case di ieri, design di oggi.
Dall’11 marzo al 2 maggio 2010 il design contemporaneo entra nelle stanze e si «confronta» con gli ambienti, i quadri e le opere d'arte decorativa delle quattro case museo milanesi. In un ordinamento calibrato, con un allestimento lieve e sostanzialmente impercettibile, in un insieme «spontaneamente» sorprendente, la mostra si pone l'obiettivo di far dialogare i segni del nostro tempo insieme a quelli di epoche trascorse, proponendo una lettura parallela tra l'eccellenza dell'alto artigianato del passato e le caratteristiche di qualità, altrettanto elaborate, dei modi della produzione contemporanei.
Nella mostra, a cura di Beppe Finessi – con la collaborazione di Cristina Miglio – e con l'immagine coordinata di Italo Lupi, il design contemporaneo, sempre proiettato nel futuro, si misura con la storia delle quattro case museo, mescolandosi con le opere e gli spazi determinati nel tempo dalle scelte dei fondatori e arrivando con misura e coraggio a confrontarsi con le meraviglie di questi luoghi unici ricchi di storia, modelli di un modo di abitare del passato. Nelle quattro case museo, tra ambienti intrisi di sapore e atmosfera, trovano posto oltre duecento progetti, tra piccoli oggetti ed elementi di arredamento, che nell'insieme costituiranno un corpus significativo del design di questo nuovo millennio.
Front, Horse lamp, Ospiti inaspettati. Case di ieri, design di oggiI curatori della mostra, attraverso la selezione degli oggetti, hanno visto emergere alcune caratteristiche del design di questi anni: da un lato, un grande allargamento delle tipologie indagate dai progettisti (tappeti, sgabelli, centrotavola, valigie, orologi, ecc), rispetto alle consuetudini del passato che volevano progettate, sostanzialmente, solo poltrone, seggiole e lampade; dall'altro, il diffondersi di un'immagine elaborata, ricercata, fortemente più decorativa, in parallelo alle evoluzioni della moda e alle oscillazioni del gusto. La scelta dà spazio all'uso di nuovi materiali e nuove tecnologie, che hanno permesso sperimentazioni anche in piccole produzioni fino a qualche anno fa impensabili.
In mostra, tra le altre, opere di Ron Arad, Tord Boontje, Ronan & Erwan Bouroullec, Andrea Branzi, Fernando & Humberto Campana, David Chipperfield, Lorenzo Damiani, Front, Konstantin Grcic, Herzog & De Meuron, Alessandro Mendini, Jasper Morrison, Fabio Novembre, Gaetano Pesce, Ettore Sottsass, Philippe Starck, Patricia Urquiola.
Accompagnerà la mostra un volume, sempre a cura di Beppe Finessi con la grafica di Italo Lupi, che presenterà le immagini degli oggetti esposti ambientati nelle sale delle quattro case museo. Corredato da alcuni saggi, come quello di Giampiero Bosoni, e da alcune testimonianze significative, come quella di Alessandro Mendini, il volume proporrà inoltre le schede delle singole opere.
Lorenzo Damiani, Mondo, Ospiti inaspettati. Case di ieri, design di oggiLa mostra è realizzata con il contributo di: Cosmit e Fondazione Cariplo. In collaborazione con: Comune di Milano – Cultura. Sotto il patrocinio di: Regione Lombardia, Provincia di Milano e Camera di Commercio di Milano.

Museo Bagatti Valsecchi
via Gesù, 5 – Milano
Casa Boschi di Stefano
via Jan, 15 – Milano
Villa Necchi Campiglio
via Mozart, 14 – Milano
Museo Poldi Pezzoli
via Mazoni, 12 – Milano
11 marzo - 2 maggio 2010
Infoline: +39 02 45473800
info@casemuseomilano.it
www.casemuseomilano.it

Lino Centi, Bildung. Manufatti ed artefatti. La clessidra della forma complessa. Dialogo a più voci, Galleria TannazDal 13 marzo al 13 aprile 2010 Galleria Tannaz presenta Bildung. Manufatti ed artefatti. La clessidra della forma complessa. Dialogo a più voci.. La mostra – a cura di Angelo Minisci – espone opere di Eva Basile, Silvia Cardini, Lino Centi, Terry Davies, Antonio Dei Rossi, Lucio Diana, Marjon Hoogendyk e Stefano Innocenti.
L'arte contemporanea nella produzione di manufatti si esprime in tre modi principali, autonomi ma interrelati: Arte, Design, Artigianato Artistico. La terminologia in uso oggi appare ambigua ed obsoleta. Forse la creatività contemporanea non può più essere riconducibile alle divisioni storiche e alle loro implicite gerarchie di valori. I tre sistemi dovrebbero essere considerati equivalenti nel loro momento ideativo e progettuale e distinguibili e apprezzabili secondo i modi di produzione, di distribuzione e di consumo che li caratterizzano e le loro strategie di immagine e di comunicazione. È qualcosa d'altro?
Bildung è una visione trasversale, materiali diversi, mani del fare discordi rendono possibili mondi differenti. E' la forza della sua visione che costruisce la potenza stessa, e questo non dipende dalla complessità degli strumenti e dei manufatti-artefatti messi in gioco. Questa collisione delle parti come tentativo anche scontato di creare scambio, un «éclat», delle scintille, un piccolo fuoco, un insistere sulle differenze come valore.
La post-realtà dell'arte e della forma, la fiction immateriale si concludono con il smascheramento lì dove il microscopio della ricerca tecnologica decide i labirinti relazionali che danno origine ai percorsi di memoria e di funzione nella macchina del presente, in vista già di un futuro in cui la progettualità risulti essere consapevole del suo peso specifico, ovvero di ciò che negli anni dell'apoteosi virtuale avevamo dimenticato: di quella radice reale che è anche nell'esasperata tecnologia dell'elettronica, il peso specifico di un file, la sua impossibile riduzione ad oggetto, ma allo stesso tempo la sua irriducibile consistenza materiale.
Bildung è un nuovo inizio, il progetto non insegue problemi che sembrano correre troppo veloci ma si ferma a riflettere sull'essenza stessa di questi problemi, perché solo ponendoci l'obiettivo di un modello di trasformazione riusciamo anche a dare senso al nostro progetto. La strada appare in salita e da un'analisi più attenta emerge che, come scrive J. L. Le Moigne, «la complessità è nel codice e non nella natura delle cose... e dunque... se costruita, la complessità più inestricabile diventa progettabile». Il fenomeno prodotto non è in sé né semplice né complesso; ma è chi lo osserva che lo percepisce, sulla base della sua esperienza cognitiva ed emozionale in termini di disordine, molteplicità di elementi, difficoltà... potremmo ridefinirla come una poetica del frammento. Un'espressione non ermetica ma ricca, diversa, capace di trasmettere un'emozione sottilissima.

Galleria Tannaz
Via dell’oche, 9 – 11/r - 50122 Firenze
13 mar 2009 / 13 apr 2010
da martedì a sabato ore 10.00/13.00 - 16.00/20.00
Infoline: +39 055 219274
info@galleriatannaz.com
www.galleriatannaz.com

Francesco Sani, Racconti di luce, 70m2 studio di architettura - LivornoRacconti di luce è il titolo della mostra dedicata ai lavori – progetti e realizzazioni – di Francesco Sani negli spazi di 70m2, studio di architettura a Livorno in via Poggiali 10 (Zona Attias).
L'esposizione – aperta fino al 26 marzo 2010 – sarà inaugurata venerdì 19 marzo alle ore 17.00 e, alle 18.30 è previsto un racconto-incontro con l'autore.

72m2
via Poggiali, 10 - Livorno (Zona Attias)
19 mar / 26 mar 2010
phone +39 0586 897477
www.72m2.it
Francesco Sani
via Cesare Battisti, 106 50054 Fucecchio (FI)
phone | fax +39 0571 260956
info@francescosani.it
www.francescosani.it

Francesco Sani, Racconti di luce, 70m2 studio di architettura - LivornoDal 24 marzo al 24 aprile la Galleria Anna Maria Consadori ospita Mauro Fabbro. Variations, lumière et parchemin mostra dedicata alle installazioni e lampade in pergamena realizzate dal giovane artista/architetto di Bollate che – come segnala Flaminio Gualdoni nella prefazione del catalogo delle opere osposte – è erede di «una tradizione alta e nobile, quella che nel XX secolo riguarda il recupero concettuale e l’utilizzo di materiali a forte connotazione storica, con componenti decisive di manualità. E’ il retaggio dei Carlo Bugatti e dei Jean-Michel Frank, ad esempio, per quanto riguarda la pergamena: di cui oggi di fa nuovamente interprete Mauro Fabbro, con questa serie di sculture di luce in cui essa si combina, in collisioni felici, con la brutalità del ferro, con le opacità antiche del metallo, e insieme con la demateriazione assoluta della luce».
L’inaugurazione si terrà mercoledì 24 marzo alle ore 18.00

Galleria Anna Maria Consadori
Via Brera, 2 - 20121 Milano
24 mar / 24 apr 2010
phone +39 02/72021767
consadori.a.m@fastwebnet.it
www.galleriaconsadori.com

Paolo Ulian, Tra gioco e discarica, MINI&Triennale CreativeSetA Milano, a conclusione di un anno assai ricco di soddisfazioni per Paolo Ulian, questo primo fine mese – dal 27 gennaio al 28 febbraio 2010 –, si apre Tra gioco e discarica, ultima mostra inserita nel progetto MINI&Triennale CreativeSet dedicato ai giovani designer italiani. L'episodio conclusivo del ciclo testimonia una volta ancora come il designer massese rappresenti da oltre un decennio un modello ed un leader ideale per le nuove leve del design italiano. Così come, del resto, è accaduto – alcuni decenni orsono – al prestigioso curatore che vanta la mostra: Enzo Mari.

Tra gioco e discarica
MINI&Triennale CreativeSet - Triennale Design Museum
viale Alemagna 6 - Milano
phone 02 724341 / fax 02 89010693
27 gennaio / 28 febbraio 2010
martedì-domenica 10.30-20.30 | giovedì 10.30-23.00
www.triennaledesignmuseum.it
Mercurio Arte Contemporanea, Fuoriluogo, Valente Taddei, FlashFino al 27 febbraio 2010, alla galleria Mercurio Arte Contemporanea in corso Garibaldi 116 a Viareggio, è allestita Fuoriluogo, mostra dell'artista Valente Taddei.
Nato a Viareggio nel 1964, Taddei vanta un nutrito curriculum espositivo, con personali e collettive sia in Italia che all'estero (Germania, Romania e Svizzera). Ha collaborato in varie occasioni con la casa editrice Einaudi: nel 2008 ha illustrato con 10 tavole il saggio «Pandora, la prima donna» di Jean-Pierre Vernant, uno dei massimi studiosi del mito e della cultura greca, apparso nella collana «L'Arcipelago».
Nella galleria viareggina diretta da Gianni Costa viene esposta una serie di recenti dipinti ad olio e china su tela e su carta: opere dal taglio narrativo e minimalista, in cui un inconfondibile «omino», da sempre protagonista nelle creazioni di Taddei, si ritrova in situazioni perennemente in bilico tra ironia e paradosso. Gli sfondi, per lo più monocromi, densi di sfumature, creano un'ambientazione nella quale i confini del tempo e dello spazio si disperdono, trasformando il personaggio di Taddei in una sorta di icona della fragilità umana, sospesa tra sogno e inconscio.
La mostra, organizzata in collaborazione con Fondazione Carnevale e Assessorato alla Cultura del Comune di Viareggio, è corredata di catalogo con testo critico di Cristina Olivieri.

Mercurio Arte Contemporanea
corso Garibaldi 116 - Viareggio
fino al 27 febbraio 2010
tutti i giorni 17.00 - 19.30
Infoline: 0584 426238
www.mercurioviareggio.com

Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti, lampada Dandelion, TecnodeltaFino al 17 gennaio 2010, il lavoro di deepdesign – Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti – resterà in mostra al Triennale Design Museum di Milano nell'esposizione monografica L’anima sensibile delle cose dedicata al lavoro dell'atelier milanese di progettazione di design e industrial design.
Sei oggetti ricchi di emotività ed innovazione disegnati da deepdesign sono accompagnati da un collage di foto di ulteriori progetti e di commenti e dediche di illustri personaggi del mondo del design, a illustrazione della filosofia progettuale di deepdesign.
Il percorso degli autori è caratterizzato da un’intensa ricerca su forme, tecnologie e nuovi materiali, tendendo a una radicale rivisitazione degli oggetti. deepdesign non cerca novità formali o commerciali ma si propone la ricerca di un livello di reale invenzione, oltrepassando le classiche aspettative industriali. L’allestimento della mostra, realizzato da deepdesign in collaborazione con Antonio Aricò, è animato dalle suggestive video-installazioni dello studio milanese N03!, illustrato dal sensibile occhio fotografico di Melina Mulas e documentato in un catalogo ideato da SM.
Curata da Cristina Morozzi e parte del progetto|rassegna MINI&Triennale CreativeSet diretto da Silvana Annichiarico, la mostra rimarrà aperta fino al 17 gennaio 2010.

L’anima sensibile delle cose
MINI&Triennale CreativeSet - Triennale Design Museum
viale Alemagna 6 - Milano
phone 02 724341 / fax 02 89010693
fino al 17 gennaio 2010
martedì-domenica 10.30-20.30 | giovedì 10.30-23.00
www.triennaledesignmuseum.it
Luca Nichetto, Essence, Bosa + VeniniInaugurata a Venezia il 3 dicembre, l'esposizione della collezione Essence di Luca Nichetto, realizzata da Bosa (www.bosatrade.com), in collaborazione con Venini (www.venini.it) è stata ospitata fino al 20 dicembre 2009 negli spazi del Laboratorio 2729 di Calle Lunga San Barnaba Dorsoduro 2729 a Venezia.
L'esposizione proseguirà oltre i confini nazionali e verrà ospitata, a partire dal 29 dicembre, a Parigi presso 107Rivoli L'Espace-Boutique, quindi – nel febbraio 2010 dopo essere stata presentata nel corso di Maison&Objet a fine gennaio – alla Vessel Gallery di Londra.
Una mostra personale, la prima per il designer che intende sottolineare le proprie origini veneziane e il forte legame con la lavorazione artigianale locale, da sempre fonte di ispirazione per il proprio lavoro.
Con Essence Luca Nichetto intende condividere quel bagaglio di conoscenze dei processi produttivi che gli appartiene fin dall'infanzia. La collezione reinterpreta infatti gli strumenti più rappresentativi legati alla lavorazione artigianale del vetro e della ceramica. Essence è la descrizione di se stessa: ogni suo componente rappresenta uno degli strumenti, anch'essi soggetti ad un processo di progettazione, che abitualmente non appaiono e che il designer vuole far emergere e nobilitare, modificandone la destinazione d'uso. Nascono così vasi, ciotole, candelieri e piccoli complementi d'arredo, dove l'approccio alla materia – vetro, ceramica, legno e metallo – evoca le peculiarità di una metodologia di progetto fondata su un dialogo condiviso con tutti gli attori del processo produttivo.

ESSENCE
Lab2729 - Calle Lunga San Barnaba
Dorsoduro 2729 - 30123 Venezia
3-20 dicembre 2009
www.lab2729.com

107Rivoli, l’Espace-Boutique
107, rue de Rivoli -75001 Paris
29 dicembre 2009 - 18 gennaio 2010
www.lesartsdecoratifs.fr

Maison&Objet
Paris Nord Villepinte
22-26 gennaio 2010
www.majson-objet.com

Vess el Gallery
114 Kensington, Park Road - London W11 - 2PW
febbraio 2010
www.vesselgallery.com
Come dire, JVLT JoeVelluto, Casa Cogollo, detta del PalladioA Vicenza, in una originale esposizione ospitata nella «Casa del Palladio» (Corso Palladio, 165) saranno in mostra fino al 31 gennaio 2010 le creazioni di design dello studio JVLT JoeVelluto.
Bottiglie di vino monodose in vetro pirex per serate conviviali indimenticabili; coroncine del rosario usa e getta in pluriball; tastiere di computer dai tasti calligrafici; schedine del lotto vincenti e avvincenti oggetti grafici. Tutto questo e molto altro ancora nella nuova mostra Come dire, promossa dall’assessorato alle attività culturali del Comune di Vicenza, ospitata a Casa Cogollo detta «del Palladio» (Corso Palladio, 165) inaugurata sabato 19 dicembre alle 18.
I lavori esposti sono tutti opera di JVLT JoeVelluto, un giovane studio di design e comunicazione rivolto alla sperimentazione e all’invenzione con finalità artistiche e comunicative con una filosofia che, in un mondo già saturo di oggetti, preferisce progettare «l'inutilità» e occuparsi di ricerca e di idee creative. Per questo motivo i progetti di JVLT JoeVelluto hanno un lato ludico o affettuoso e cercano di guardare con occhi differenti al modo di impiegare gli oggetti di tutti i giorni. Per l’occasione verrà stampato un catalogo della collana «Display. Quaderni di design» con testi di Beppe Finessi, Renzo di Renzo e della curatrice Stefania Portinari.
A Casa Cogollo saranno esposte singolari creazioni come il tappetino Doormad che «morde» le porte, il sapone BubbleSoap che contiene al suo interno un bastoncino per fare le bolle come in un gioco da bambini, il vaso schiacchiato Saving per salvare spazio ed essere ecologici, il diffusore universale che trasforma alcune bottiglie di plastica in una doccia risparmia-acqua. Inoltre la mostra presenterà una Fionda molto contemporanea, Red pencil ovveromatite oversize di terracotta rossa per scrivere su superfici porose, una boccia in vetro soffiato per i pesci rossi dotata di una zona privè colorata tutta per loro.
In esposizione vi saranno anche progetti di grafica perché «il concetto che abbiamo seguito - afferma Andrea Maragno, coordinatore dello studio JVLT JoeVelluto - è stato quello di presentare una fetta del nostro lavoro che nonostante la forma, si tratta sempre di progetto comunicante. Il risultato o l’origine sono cose da dire che si tramutano in cose. Cose a volte solo dette, o cose che dicono, che parlano». Il titolo della mostra infatti, Come dire, vuole puntare l’attenzione all’importanza di comunicare attraverso i progetti, perché, specificano i designer, «non importa quale sia il mezzo, ma è il significato che conta, il messaggio. Ecco perché grafica e prodotto per noi sono esattamente sullo stesso piano. Può trattarsi di un oggetto o di un progetto editoriale, un poster, una copertina per una rivista, un’illustrazione, un’installazione artistica, un allestimento o una campagna pubblicitaria. Non è il modo, ma il fine che ci interessa e che in qualche modo contraddistingue i nostri progetti».

Lo studio di design e comunicazione JVLT JoeVelluto, nato nel 2004, collabora con famose aziende e istituzioni internazionali, da Pandora Design a Pitti Immagine alla Triennale di Milano, da CoincasaDesign a Bosa ceramiche, e lavora con diverse università. Nel 2005 ha curato il volume Salefino, dedicato ai designer italiani della nuova generazione.

Casa Cogollo - «Casa del Palladio»
Corso Palladio, 165 - Vicenza
fino al 31 gennaio 2010
dal martedì alla domenica: 10:30-13:00 / 15:00-19:00
Ingresso libero
Info Assessorato alla Cultura: 0444 222122 - 321354
uffmostre@comune.vicenza.it

Mario Mariotti, Animani, progetto Mario Mariotti a FirenzeL'Istituto degli Innocenti con FILA-Fabbrica Italiana Lapis e Affini e la città di Firenze celebrano l'opera del grande artista Mario Mariotti a dodici anni dalla sua scomparsa.
L'omaggio a Mariotti, che coinvolgerà numerose istituzioni fiorentine con iniziative fino all'estate, prende avvio con la mostra Animani, aperta dal 29 novembre 2009 all'undici aprile 2010 negli spazi espositivi degli Innocenti.
La mostra, curata da Stefano Filipponi, Francesca Mariotti, Gianni Pozzi e Andrea Rauch presenta un centinaio di opere di «pittura sul corpo» realizzate dall'artista negli anni '80 e '90 e riprodotte attraverso media e linguaggi di grande diffusione come la fotografia, il libro, il video e la pubblicità.
Durante la mostra bambini e adulti potranno sperimentare attraverso dei laboratori le tecniche creative di Mariotti e ripercorrere l'ideazione delle sue opere grazie alla guida ideata da Francesca Mariotti, figlia dell'artista, e inserita nel kit «Giotto Make Up Animani» realizzato per l'occasione da FILA con il suo storico marchio Giotto.
La mostra Animani dà il via al progetto Mario Mariotti a Firenze, una serie di iniziative ed appuntamenti in programma fino all'agosto 2010, realizzate da numerose istituzioni e realtà fiorentine che hanno aderito all'omaggio collettivo della città verso l'artista prematuramente scomparso.
Nato per rendere omaggio alla multiforme attività dell'artista fiorentino e per provare a rinnovare quel dialogo creativo e giocoso tra storia e linguaggi contemporanei che Mariotti è magicamente riuscito a realizzare a Firenze, il progetto Mario Mariotti a Firenze prevede numerosi appuntamenti.
Mario Mariotti, Animani, progetto Mario Mariotti a Firenze Animani è promossa da: Istituto degli Innocenti e Fila. Main Partner dell'evento sono: Mukki - Centrale del latte di Firenze, Pistoia e Livorno S.p.A. Partner: Banca Etruria. In collaborazione con: Accademia di Belle Arti di Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, ISIA Firenze, Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Ufficio Centro Storico Patrimonio Mondiale UNESCO del Comune di Firenze.
Con il sostegno di: Ataf, Apt, Confesercenti, Fondazione di Firenze per l'artigianato artistico.

Istituto degli Innocenti
Piazza Della Santissima Annunziata 12 - 50121 Firenze
29 nov 2009 | 11 apr 2010
orario:
lun-ven, ore 15.00 - 19.00
Mario Mariotti, Animani, progetto Mario Mariotti a Firenze sab-dom e festivi, ore 10-19
Orario laboratori creativi per piccoli dai 3 anni e grandi
sab-dom e festivi, ore 11.00-12.30, 15.00-16.00, 16.00-17.00, 17.00 - 18.00
phone +39 05520371 | fax +39 055241663 (fax)
animani@istitutodeglinnocenti.it
www.istitutodeglinnocenti.it

MARIOTTI A FIRENZE
www.mariottiafirenze.it

ANIMANI
Istituto degli Innocenti
29 novembre 2009 - 11 aprile 2010

MANI NELL'ARTE
Mario Mariotti, Animani, progetto Mario Mariotti a Firenze Museo Archeologico Nazionale e Museo degli Innocenti
8 dicembre 2009 - 11 aprile 2010

LE MANI SULLA CITTA'
Accademia di Belle Arti / ISIA
novembre 2009 - maggio 2010


IL VIAGGIO DEL CASTORO: MARIOTTI, LE COPERTINE DI UN'AVVENTURA EDITORIALE
Biblioteca Nazionale Centrale
29 marzo - 29 maggio 2010


MOSTRA FOTOGRAFICA SULLE PERFORMANCE REALIZZATE DA MARIOTTI A FIRENZE
Archivio Storico del Comune di Firenze
14 maggio - 26 giugno 2010

Gianni Colombo, Milano, Courtesy Archivio Gianni Colombo, Photo by Oliviero ToscaniGianni Colombo è il titolo della mostra – curata di Carolyn Christov-Bakargiev e Marco Scotini –, che il Museo d'Arte Contemporanea del Castello di Rivoli dedica al grande artista «cinetico» milanese dal 16 settembre 2009 al 10 gennaio 2010.
Un forte interesse per le tecniche e i materiali di derivazione industriale – che Colombo condivide con il fratello designer Joe Colombo – si affianca a un’attenzione verso le dinamiche percettive in particolare tattili. Le opere realizzate prevedono un coinvolgimento attivo e diretto da parte dello spettatore che viene invitato a manipolarle in modo da creare una relazione sensoriale totale e un’esperienza quasi notturna, sospesa tra ordinarietà e sogno.

La retrospettiva al Castello di Rivoli include un’ampia selezione di opere che ripercorrono la ricerca dell’artista. Il percorso espositivo nella Manica Lunga inizia con le prime gouache e ceramiche e con alcune opere mobili appese dall’alto: esili strutture geometriche in metallo che sembrano definire lo spazio come spazio fluido e cangiante. Nel successivo ambiente oscurato, sono ospitate opere che sorprendono e coinvolgono il visitatore grazie a effetti di luce. In 0?220 Volt (1977-91) le intermittenze delle sorgenti luminose restituiscono una continua trasformazione mentre nelle Cromostrutture (1961-70) un compito analogo è affidato alle mutazioni di colore.
L’interesse di Colombo per il rapporto interattivo – già presente nelle sculture in ceramica, alcune delle quali sono composte da elementi manipolabili – diventa più evidente in serie di opere successive tra le quali i Rilievi intermutabili (1959) composti da superfici in gomma che cambiano con lo spostamento di sfere o cilindri sottostanti, In-Out (1959-63) e le Superfici in variazione (1959), tutte opere il cui aspetto formale cambia a seguito dell’intervento dello spettatore. Opere in movimento sono anche le Strutturazioni pulsanti (1959), quadri formati da piccoli frammenti in polistirolo i quali, tramite un’animazione elettromeccanica, pulsano creando uno spaesamento.
Conclude la mostra un’ampia selezione di modelli architettonici che dimostrano l’interesse di Colombo per la fase progettuale della creazione artistica – sebbene sempre realizzata con senso ludico e leggerezza.
La mostra è stata realizzata grazie al contributo di Fondazione CRT in collaborazione con l’Archivio Gianni Colombo, Milano.


Nato a Milano nel 1937, Gianni Colombo è tra i più importanti protagonisti dell’arte cinetica internazionale che si sviluppa a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta del XX secolo. Interessato al Surrealismo di Max Ernst e al mondo poetico di Paul Klee, Colombo studia all’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua ricerca artistica si caratterizza presto per la forte sperimentazione di materiali e linguaggi – dalla ceramica alla grafica, dalle opere materiche alla creazione di multipli e, soprattutto, di ‘ambienti’ praticabili dagli spettatori. Negli anni Cinquanta, in un momento di fervida rinascita economica e in un ambiente artistico milanese caratterizzato da un vivace confronto internazionale, Colombo si avvicina alle ricerche dei «nuclearisti» e allo Spazialismo di Lucio Fontana. Se Fontana è l’artista che ha definito come opera lo spazio stesso dell’opera, Colombo indaga l’arte come spazio partecipato, anticipando pertanto molte ricerche dell’arte d’oggi. Muore a Melzo nel 1993.

Museo d'Arte Contemporanea del Castello di Rivoli
Piazza Mafalda di Savoia
16 sep 2009 / 10 jan 2010
10098 Rivoli (Torino)
tel. 011.9565222
www.castellodirivoli.it
info@castellodirivoli.org

Orario d'apertura
da martedì a giovedì: 10-17
da venerdì a domenica: 10-21
24 e 31 dicembre: 10-17
chiuso: lunedì / 25 dec 2009 / 1 jan 2010

Corradino D’Ascanio, Vespa 98, 1946, Piaggio, Disegno e Design. Brevetti e Creatività ItalianiCome nasce un oggetto? E come si evolve il suo progetto?
La creatività al servizio della produzione industriale: è questo il punto di partenza della mostra Disegno e Design. Brevetti e Creatività Italiani in corso che intende focalizzare l’attenzione sugli aspetti progettuali che precedono la realizzazione di un oggetto. Il percorso espositivo, che ripercorre un secolo di innovazione e di design italiano, è scandito dai brevetti di modello e di invenzione, preziosi documenti, in gran parte inediti, conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato e l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.
Organizzata dalla Fondazione Valore Italia – che opera per la valorizzazione del made in Italy e del design italiano – e curata da Alessandra Maria Sette, la mostra prende le mosse dall’inizio del XX secolo e arriva alle ricerche più attuali, presentando un percorso suddiviso per settori merceologici (arredamento, moda, agroalimentare, trasporti).
L’iter espositivo è scandito dai preziosi certificati originali dei brevetti di molti prodotti, alcuni diventati delle vere icone del design e della produzione italiana, altri novità assolute.
A rendere questo viaggio ancora più affascinante e ricco è la presenza di molti di questi oggetti brevettati e di tutti quei materiali documentari – disegni, progetti, bozzetti, filmati, pubblicità, contributi audio – relativi alle invenzioni, alle aziende, alla loro storia e ai loro protagonisti, provenienti da archivi storici e musei d’impresa, da Rai Educational, da Radio 24 e da altri archivi privati, che aiuteranno meglio a raccontare le idee e la loro realizzazione.

Salvatore Ferragamo, sandalo Invisibile, 1947, Museo Ferragamo Sarà così possibile imbattersi con meraviglia, per citare solo alcuni esempi, nella mitica Vespa e nel nuovissimo lampadario Hope, nella tradizionale Moka Bialetti e nella avveniristica cucina Not For Food Berloni, nella futurista bottiglietta del Campari Soda e nel moderno sgabello Forchets, e ancora nella poltrona Vanity Fair, nella macchina da cucire Mirella, in una scarpa Ferragamo, ma anche nella raffinata collana Collezione Sapphire Flower di Bulgari... e scoprire attraverso i brevetti quanto le linee di un disegno e lo sviluppo di una tecnologia siano capaci di resistere nel tempo e di continuare ad ispirare nuova creatività.
La mostra si colloca nell’attività della Fondazione Valore Italia di progettazione dell’Esposizione Permanente del Made in Italy, e ha lo scopo di stimolare la consapevolezza dei visitatori sull’importante patrimonio creativo che caratterizza il sistema produttivo nazionale. L’iniziativa si inquadra nell’ambito dell’azione posta in atto dal Ministero dello Sviluppo Economico per la lotta alla contraffazione e per la valorizzazione dello stile e della creatività italiani.

MUSEO DELL’ARA PACIS
Roma - Lungotevere In Augusta
T +39 06 82059127
www.arapacis.it
Disegno e Design. Brevetti e Creatività Italiani
5 nov 2009 / 31 jan 2010
Orario: Martedì / Domenica 9.00 - 19.00
FONDAZIONE VALORE ITALIA
Piazza di Tor Sanguigna, 13
00186 Roma Italia
T +39 06 6896982 - F +39 06 68192816
fondazione@valore-italia.it

Silvio Consadori, SERA SUL LAGO, Olio su tela, 55 x 65, 1947In occasione del centenario della nascita di Silvio Consadori (Brescia, 17 dicembre 1909 - Burano, 1 agosto 1994) una serie di appuntamenti rende omaggio alla sua figura.
Esponente tipico della cultura figurativa che, sulla scia del «ritorno al mestiere» dei grandi maestri novecenteschi, da Carrà a Sironi, concepisce la modernità come prosecuzione consapevole e non pedissequa della grande tradizione, Consadori affianca sin dagli esordi, negli anni Trenta, l'attività di pittore murale a quella di autore da cavalletto, dando vita, oltre che a una serie memorabile di paesaggi e ritratti, a cospicui interventi ad affresco in luoghi come il Santuario di Cascia, Santa Maria delle Grazie a Milano, la Cappella degli Svizzeri e la cappella privata di papa Paolo VI in Vaticano.

Due mostre e una monografia oggi ne ricordano adeguatamente la personalità.
Silvio Consadori, SESTRI. LA CHIESA DEI CAPPUCCINI, Olio su tavola, 50 x 60, 1953 Al Museo Diocesano di Milano una mostra antologica, che si terrà dal 2 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010, ne documenta l'intero percorso attraverso l'esposizione di circa settanta opere primarie.
Ad essa si affianca una scelta ampia di disegni esposti alla Biblioteca dell'Accademia di Brera che ha visto Consadori professore al Liceo dal 1941 al 1973, offrendo uno spaccato esemplare del suo lavoro d'atelier, dal 9 dicembre al 29 gennaio 2010.

Una monografia sull'opera tutta di Consadori, curata da Flaminio Gualdoni e Anna Maria Consadori, si affianca alle iniziative espositive delineando un bilancio definitivo su un artista appartato, alieno dai fasti mondani dell'arte, ma di primaria importanza nel panorama dell'arte italiana del secolo scorso.

Silvio Consadori, SESTRI. LA CHIESA DEI CAPPUCCINI, Olio su tavola, 50 x 60, 1953

SILVIO CONSADORI
MANIFESTAZIONI PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA


MUSEO DIOCESANO
C.so di P.ta Ticinese, 95, Milano

dal 2 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010
inaugurazione: 2 dicembre 2009 dalle ore 18,00
orario: martedì-domenica dalle ore 10.00 alle 18.00


ACCADEMIA DI BRERA
Biblioteca dell'Accademia
Via Brera, 28, Milano

dal 9 dicembre 2009 al 29 gennaio 2010
inaugurazione: 9 dicembre 2009 alle ore 12
orari:
lunedi-giovedì dalle 10.00 alle 17.00
venerdì dalle 9.00 alle 15.000
chiuso dal 23 dicembre al 6 gennaio

Piero Fornasetti e Gio Ponti, secretaire Trumeau - ArchitetturaPromossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza PSAE e per il Polo Museale della città di Firenze, Opificio delle Pietre Dure di Firenze, la mostra Inganni a Arte. Meraviglie del trompe-l'œil dall'antichità al contemporaneo resterà aperta a Palazzo Strozzi a Firenze fino al 24 Gennaio 2010.
Il percorso espositivo – curato da Annamaria Giusti – è assai vasto; dagli affreschi dell'antichità greco-romana attraverso capolavori dell'arte moderna europea fino ai giorni nostri, centinaia di opere provenienti da musei e collezioni private italiani ed esteri, raccontano l'intrigante e spettacolare storia del trompe-l'œil.
Il tema dell'inganno, dell'eterna sfida fra la realtà e la sua simulazione è presentato non solo nell'ambito della pittura, ma nella trasversalità che di fatto ha caratterizzato la sua diffusa fortuna nel percorso dell'arte europea: tarsie lignee che aprono immaginarie finestre su vedute urbane; piani di tavolo che invitano ad afferrare oggetti ingannevolmente prensili; vasellami travestiti in forme animali e vegetali; sculture policrome che con materie di antica tradizione o con le moderne resine "danno vita" a cloni sottilmente inquietanti.
La mostra abbraccia l'intero arco cronologico del trompe-l'œil, riunendo un'antologia di esempi rappresentativi dei suoi diversi aspetti. Pitture parietali d'epoca romana illustrano i motivi dell'antichità classica che per prima ha spinto la "verosimiglianza" fino all'illusionismo. Capolavori di Andrea Mantegna, Tiziano, Paolo Veronese raccontano la rinascita europea del trompe-l'œil dopo la lunga parentesi del Medioevo, che aveva programmaticamente eluso il naturalismo. Tra le molte curiosità del Seicento e Settecento fiammingo, il celebre "Scarabattolo" del Museo dell'Opificio, una fra le meraviglie riconosciute del trompe-l'œil, che ritrae una raccolta del Gran Principe Ferdinando de' Medici, fatta di "naturalia" e "artificialia" in parte rintracciati ed esposti in mostra, ad alimentare il gioco di specchi fra realtà e finzione.
La mostra presenterà per la prima volta in Italia i pittori realisti dell'Ottocento statunitense. Mentre opere, fra gli altri, di Michelangelo Pistoletto, Vettor Pisani, Carol Feuerman mostrano le diverse declinazioni del tema messe in atto dall'arte del Novecento e contemporanea.


Palazzo Strozzi
Piazza Strozzi - 50123 Firenze
16 Ottobre 2009 - 24 Gennaio 2010
Tutti i giorni 9,00 - 20,00
Giovedì ore 9,00 - 23,00
24 e 31 dicembre ore 9.00-20.00
Accesso in mostra consentito fino a un'ora prima dell'orario di chiusura
tel. +39 055 2645155
www.inganniadartefirenze.it

Ugo Nespolo. NovantiquaDal 9 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010, avrà luogo la prima mostra monografica di Ugo Nespolo a Firenze. L'esposizione intende rispondere all’esigenza di promuovere l’arte contemporanea anche all’interno di musei che presentino nelle loro collezioni opere suscettibili di confronti diretti fra tradizione e modernità, soprattutto in relazione alle diverse tecniche artistiche. Ugo Nespolo. Novantiqua – questo il titolo della mostra – intende valorizzare lo straordinario patrimonio di arti «minori» ospitate nel museo, presentando una rassegna di opere dalle tecniche e dalle funzioni più disparate – maioliche, vetri, mosaici, sculture, dipinti, grafica, scenografia, editoria d’arte –, realizzate da uno dei più celebri artisti italiani contemporanei.
La mostra – promossa da: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale Fiorentino, Firenze Musei, Consiglio Regionale della Toscana e Museo Nazionale del Bargello – è curata da Beatrice Paolozzi Strozzi con la collaborazione di Maria Grazia Vaccari e Ilaria Ciseri.
Il catalogo – sempre a cura di Beatrice Paolozzi Strozzi – è pubblicato da Giunti Editore.


Museo Nazionale del Bargello
Via del Proconsolo 4, 50122 Firenze
phone 02 724341 / fax 02 89010693
9 ottobre 2009 – 10 gennaio 2010
Lunedì–Domenica ore 8.15/17.00
www.polomuseale.firenze.it/musei/bargello
Silvio Consadori, SERA SUL LAGO, Olio su tela, 55 x 65, 1947S’inaugura a Viareggio, negli ambienti della nuova Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, la mostra di Lorenzo Viani costituita da circa 30 opere della collezione Bargellini. Un binomio, quello del pittore-scrittore con la propria città, che l’Amministrazione locale ha sancito suggellandolo con una vasta e luminosa pinacoteca affacciata sul mare, che, con questa iniziativa, vede la concentrazione di oltre settanta dipinti tra oli, pastelli, tempere e disegni di uno degli artisti più controversi ed originali del Novecento.
Occasione unica nel panorama delle molteplici iniziative dedicate a Viani, considerato come la sua vicenda umana, tragica e disordinata soprattutto negli anni parigini al punto d’indurre taluni a classificarlo tra i “maudit”, abbia nuociuto alla conoscenza di una produzione in parte dispersa e in parte non ancora completamente censita.
La raccolta di Alberto Bargellini, frutto della perspicacia di un amatore schivo e riservato totalmente dedito ad un progetto collezionistico ampio ed esaustivo, rappresenta, in questo senso, un’eccezione. La peculiarità, infatti, oltre che nel rigore filologico percepibile dall’insieme, si coglie nell’esauriente spaccato dell’intero percorso evolutivo di Viani, dall’apprendistato a Firenze con Fattori, all’esperienza parigina, all’incontro con il giovane Picasso, sino agli ultimi anni. Un’occasione imperdibile per ammirare un compendio d’eccezione, di cui fanno parte capolavori quali Il Balena, Il cortile della Ruche, Le Zingare, Maternità e Amanti. Ad affiancarli sono alcuni recuperi recenti: Ornella che fa i compiti, Sposalizio e Vecchi pescatori, questi ultimi pietre miliari della vasta produzione dell’espressionista toscano, non più esposti dalla monografica allestita nel lontano 1915 al Palazzo delle Aste di Milano.

Silvio Consadori, SESTRI. LA CHIESA DEI CAPPUCCINI, Olio su tavola, 50 x 60, 1953A rendere ancora più attraente l’insieme è la figura di Alberto Bargellini (1932-2008), nipote di quel Bargellini le cui imprese nella vicenda della motonave Artiglio riempirono, negli anni venti, i giornali di tutto il mondo.
Esponente di quell’eclettica civiltà degli intellettuali sensibili e meditativi che della passione per l’arte hanno fatto una ragione di vita, egli ha raccolto quadri non tanto per assecondare il gusto o l’ambizione, bensì per rivivere le emozioni dell’infanzia e i ricordi del mondo ad essa legato. Ogni quadro dell’artista prediletto, che vide tra i suoi estimatori anche Leonardo Bistolfi, Ojetti, Carrà e Leonida Repaci - per citare solo alcuni dei contemporanei -, equivale ad un fotogramma palpitante di quella realtà evocata da Pea e da Tobino, forse troppo presto dimenticata.
Una mostra, dunque, dedicata a Viani, nella città di Viani e nella Galleria Civica a lui intitolata. Ciò equivale ad un vero e proprio percorso iniziatico nell’arte di una personalità tanto schietta e concreta nella cruda realtà, quanto forte ed espressiva nella visione pittorica. Scandito in un florilegio di capolavori compresi anche nelle collezioni permanenti, Lucarelli e Varraud, tale percorso genera un forte palpito, rappresentando un’esperienza unica: la sensazione di muoversi, circondati da un’aura di profonda religiosità, in una sorta di simulacro dell’artista viareggino.
Mostra promossa dalla Società di Belle Arti, a cura di Francesco Palminteri. Catalogo edizioni Società di Belle Arti, con saggio introduttivo: Susanna Ragionieri e schede di Roberto Viale.

Galleria di Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani
LORENZO VIANI. La Collezione Bargellini e altre testimonianze
Palazzo delle Muse - Viareggio
12 nov 2009 | 13 dec 2009
Orari: 9-13 (da martedì a giovedì), 9-13; 16-19 (venerdì), 16-19 (sabato e domenica), chiuso lunedì
Info: tel. 0584 52030; 02 76022713 – fax 0584 54977
info@sba.it

Ma dove sono finiti gli inventori? Lorenzo Damiani - Triennale di MilanoDal 23 settembre al 25 ottobre 2009, il progetto MINI & Triennale CreativeSet – diretto da Silvana Annicchiarico – presenta Ma dove sono finiti gli inventori? Lorenzo Damiani. L'esposizione – A cura di Marco Romanelli, con progetto grafico di Giuseppe Basile e Catalogo Electa – prosegue il ciclo di mostre dedicato al design italiano contemporaneo nello spazio del CreativeSet del Triennale Design Museum.
In mostra 18 progetti, di cui due inediti appositamente realizzati, che documentano l’universo creativo di Lorenzo Damiani.

Nato nel 1972, Damiani si è laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano conseguendo, successivamente, il Master in Disegno Industriale presso la Scuola Politecnica di Design.
Ha esposto i suoi progetti in numerose mostre e ha partecipato, ottenendo premi, a vari concorsi tra i quali: “Compasso d’Oro”, XVIII, XIX, XXI edizione, Milano (Premio Progetto Giovane-Compasso D’Oro, 1998 - Segnalazione, 2001 – Segnalazione 2008); “Good Design Award”, Chicago Athenaeum, Chicago (2001-2007); “Young&Design”, Milano (Primo Premio, 2001 e 2004). Due le mostre personali: Il Doppio Senso delle Cose, curata da Cristina Morozzi, presso la Fiera di Milano nel 2003 e In-Coerenza, presso la Otto Gallery di Bologna, nel 2004. Ha inoltre partecipato a varie edizioni del Salone Satellite di Milano. I progetti Flex e OnlyOne sono nella sezione Design della collezione permanente del Museo di Chicago.
Ha collaborato con diverse aziende tra cui Campeggi, Cappellini, Montina, Acqua di Parma, Abet Laminati, Erreti, Omnidecor, Coop, Illy Caffè, IB Rubinetterie, BBB EmmeBonacina, Tabu, Tod’s.

Ma dove sono finiti gli inventori? Lorenzo Damiani - Triennale di Milano
viale Alemagna 6 - Milano
phone 02 724341 / fax 02 89010693
23 settembre – 25 ottobre 2009
martedì-domenica 10.30-20.30 | giovedì 10.30-23.00
www.triennaledesignmuseum.it
Immagine di una azienda. Quarant'anni di attività della GiovannettiIl 26 settembre 2009 si inaugura al Museo del Design di Calenzano la mostra Immagine di una azienda. Quarant'anni di attività della Giovannetti.La mostra – che consiste di circa 40 pezzi – è organizzata dalla Fondazione Anna Querci per il Design, dal Comune di Calenzano e dal Corso di Laurea in Design della Facoltà di Architettura di Firenze.
Azienda nata nella metà degli anni 60 e tuttora condotta da Benito Luigi, suo fondatore, Giovannetti è stata una delle aziende leader del periodo Radical del Design italiano. Negli anni '60 e '70 ha prodotto esemplari ospitati oggi in vari musei del design quali Bazaar progettato da Superstudio nel 1968, Anfibio di Alessandro Becchi del 1970 che insieme a Bazaar ha partecipato a Italy. The new domestic landscape, mostra curata e diretta da Emilio Ambasz tenutasi al Museo di Arte Moderna di New York nel 1972. Nel 2000 Giovannetti entra a far parte con due pezzi della collezione permanente della Triennale di Milano, riceve una medaglia d'oro al design nel 2003 con Gabbiano. Riceve il I premio Arredare il mare nel 2006 (con la creazione di una cabina per nave da crociera) e, nel 2003, è ospite del governo coreano in rappresentanza dell'Italia. Ancora nel 2006 l'azienda viene selezionata con due prodotti Anfibio e Papillon a rappresentare il design italiano a Pechino. Nel 2001 è partner onorario della Fondazione Federico Fellini cui ha dedicato nel 2001 la seduta Gradisca di Roberto Semprini. Nel 2008 viene selezionata tra i protagonisti, a Castel Sant'Angelo per la mostra sull'industria italiana Loghi d'Italia: storia dell'arte di eccellere.


Museo del Design di Calenzano
via Vittorio Emanuele n. 32 - 50041 Calenzano - Firenze
phone +39 055 8825953 / fax +39 055 8810098
26 settembre – 17 ottobre 2009
martedì-sabato 10.00-18.00
www.design.unifi.it
www.fondazioneannaquerci.it
Alfredo Gaudo Ambrosi “Aeroplano in volo”1931 Nella mattina di sabato 03 ottobre 2009 (a partire dalle 10.30), in compartecipazione con il Reparto Volo Unità di Protezione Civile dell'ANA l'Associazione Culturale 107 - Cent Sept Arte & Territorio organizza una manifestazione culturale legata al centenario Futurista dal titoloo Hangar107. L'iniziativa curata da Gabriello Anselmi - Michele Manzini - Giovanni Perez, vuole ricostruire, grazie ad un'attenta regia, alcuni memorabili serate Futuriste, che saranno poi documentate in un video. L'evento è in perfetta sintonia con lo spirito dell' Associazione Culturale "107 Cent Sept Arte&Territorio" che da sempre usa il territorio come risorsa e scenario dei propri eventi. Come già sperimentato, infatti, il 7 febbraio 2009 in località Sorte con Simultaneity and Action questa manifestazione riscopre l'Aereoporto di Boscomantico che fu uno degli spazi fortemente legati al futurismo veronese.
Darà inizio all'evento futurista un grammofono messo in azione da Alberto Chiantera che aprirà ufficialmente la giornata futurista.


  • Il primo intervento sarà di Giovanni Perez il quale leggerà per l'occasione brani tratti da "Lettere dal fronte" di Umberto Boccioni, artista futurista così fortemente legato a Verona.

  • Il secondo momento della giornata sarà la presentazione di un abito Futurista "scenografia mobile" disegnato dall'architetto Gabriello Anselmi e realizzato dalla scuola di moda Grand Chic di Verona.
    L'abito sarà indossato dall'attrice Beatrice Zardini che affiancata dagli attori Mauro Dal Fior e Jacopo Squizzato mimeranno e reciteranno il manifesto del vestito antineutrale del 1916.

  • Il terzo momento sarà un rifacimento dello storico primo Circuito di Poesia Futurista veronese tenuto nel 1931 presso gli spazi della loggia di Fra Giocondo a cui parteciparono in giuria Marinetti e Bertozzi. In quell'occasione si utilizzò il plausometro per decretare il vincitore denominato Poeta-Record, in base ai secondi di applausi ininterrotti.

  • La quarta rappresentazione sarà una lettura simultanea di testi futuristi nello spirito del teatro futurista che ispirò memorabili serate anche a Verona tra fischi e pubblico in delirio.

  • L'ultima azione futurista sarà la lettura di aeropoesie su aerei in volo da parte degli attori Dal Fior e Squizzato che decollando dall'aereoporto di Boscomantico uniranno l'emozione del volo a quella del verso poetico. Per l'occasione verrà distribuito il Foglio Volante n°2 con testi di vari autori.


  • L'Associazione Culturale "107 Cent Sept Arte&Territorio ed Edizioni Vita Nova con dieci eventi già realizzati sono stati quest'anno fortemente impegnati nelle celebrazioni del centenario del Futurismo. Continueranno la loro attività con la presentazione il 7 ottobre presso la Casa del Cinema di Venezia e il 23 ottobre alla Triennale di Milano del video futurista di Gabriello Anselmi "Fonofotointervista in un atto". Inoltre entro il 2009 uscirà per conto delle Edizioni Vita Nova nella collana Verona futurista il quarto volume :"Boccioni a Verona".

    Aeroporto di Boscomantico
    Via Boscomantico - Verona
    3 ottobre 2009 | ore 10.30

    L'era del diamanteDal 14 al 17 settembre 2009 la Fondazione Plart di Napoli presenta presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano la mostra multimediale dal titolo L'era del diamante. L'evento si inserisce nella sezione Polimeri arte e design del XIX Convegno biennale organizzato dall'AIM, Associazione Italiana di Scienza e Tecnologia delle Macromolecole con cui da tempo la Fondazione collabora per la ricerca sui materiali polimerici.
    Sia nel titolo che attraverso l'allestimento la mostra intende entrare in sintonia con il clima scientifico del convegno. "L'era del diamante" allude all'affascinante cristallo che è una delle forme allotropiche del Carbonio, elemento chimico che è alla base di tutte le macromolecole e degli stessi polimeri sintetici. "Diamante" è inoltre il termine che convenzionalmente si usa per indicare lo stampo che compare sulle plastiche "antiche" attraverso il quale è possibile ricostruire la storia dell'oggetto, stabilendo una datazione e risalendo alla manifattura che lo ha realizzato. All'interno di una installazione realizzata da Mubeiò di Milano e che richiama i legami atomici di una molecola a base di Carbonio, immagini e proiezioni video illustreranno la storia e l'attività del museo Plart da sempre rivolta alla ricerca scientifica e all'innovazione tecnologica per il recupero il restauro e la conservazione delle opere d'arte e design in materiale plastico.
    Ingresso libero. Orari dalle 09:00 alle 19:00 Per informazioni: Plart via Martucci n.48 - Napoli T. 081.19565703 e-mail: info@plart.it

    Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano
    Ingresso libero. Orari dalle 09:00 alle 19:00
    Infoline: 081.19565703
    Plart via Martucci n.48 - Napoli
    info@plart.it


    Loris Cecchini, photo: Carlo Fei, FirenzeE' aperta fino al 2 agosto presso il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato la mostra Loris Cecchini: Dotsandloops. Curata da Marco Bazzini e Stefano Pezzato, la rassegna si pone come la più completa e dettagliata panoramica sull’attività di Loris Cecchini. La mostra, realizzata in stretta collaborazione con l'artista, si sviluppa entro un articolato e suggestivo percorso appositamente ideato da Cecchini e dai curatori per le sale espositive del Pecci.
    A caratterizzare questa straordinaria rassegna, che ripercorre le fasi principali della ricerca artistica dell’autore, interventi ambientali uniti ad un'ampia selezione di fotografie, sculture e installazioni realizzate dalla metà degli anni Novanta ad oggi. Loris Cecchini, da sempre impegnato nell’indagine dell'oggetto e dello spazio, con questa importante personale si afferma quale artista fra i più apprezzati in Italia e all’estero.
    La mostra sarà accompagnata da un nuovo catalogo, che conterrà testi critici di Marco Bazzini e Lorand Hegyi, testi dello stesso artista, oltre ad esaurienti apparati iconografici e bio-bibliografici.

    La mostra, promossa da Regione Toscana e Comune di Prato è realizzata con il contributo di Fondazione Monte dei Paschi di Siena, con il sostegno di ASM Ambiente Mobilità Servizi spa, CariPrato - Gruppo Banca Popolare di Vicenza, Gruppo Consiag, Unione Industriale Pratese. Partner ufficiale: Aeroporto di Firenze; sponsor: Salvatore Ferragamo; sponsor tecnico: Fly in balloons srl

    Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
    via Alemagna, 6 - 20121 Milano
    Apertura: ore 10.00-19.00, chiuso martedì e venerdì 1 maggio
    Visite guidate gratuite: ogni sabato e domenica, ore 17.00
    www.centropecci.it
    Triennale Design Museum: Serie e Fuori SerieNel dicembre scorso (2007) La Triennale di Milano ha inaugurato il Triennale Design Museum: il primo museo del design italiano che “mette in scena” il design attraverso un sistema di rappresentazioni che si rinnovano ogni dodici mesi, cambiando ogni volta i temi-chiave, gli ordinamenti scientifici, gli allestimenti.
    La prima di queste rappresentazioni ha provato a dare una risposta alla domanda Che Cosa è il Design Italiano?.
    Dal 12 marzo 2009 sarà visitabile la seconda edizione – ovvero la Seconda Interpretazione proposta dal museo – Serie e Fuori Serie dedicata alla singolare articolazione produttiva che caratterizza il design italiano e che lo rende diverso dal design degli altri paesi e vuole illustrare al pubblico le categorie produttive che attraversano il design italiano (che avvicina prototipo sperimentale e prodotto industriale, mercato e ricerca) e la collaborazione tra design industriale e artigianato.

    Triennale Design Museum
    via Alemagna, 6 - 20121 Milano
    Serie e Fuori Serie
    Dal 12 marzo 2009

    DAB / Roma  Design per Artshop e Bookshop: Gaetano di GregorioDal 9 aprile e fino al 3 maggio, presso lo Spazio fontana di Palazzo delle Esposizioni in Via Milano 13, a Roma è aperta DAB / Roma Design per Artshop e Bookshop. La mostra espone 238 opere, prototipi e prodotti, di oggetti d'arte e di design, progettati da 54 giovani artisti italiani per gli spazi commerciali dei musei. Tre le sezioni: 1) una selezione della Mostra DAB1, realizzata dal 18 marzo al 30 aprile 2006, presso la Galleria Civica di Modena. La Commissione selezionatrice era composta da Aldo Cibic, Claudia Collina, Anna Mattirolo e Angela Vettese. 2) DAB2 presenta i prototipi selezionati in occasione della seconda edizione del concorso da Marica Bastasi, Anna Mattirolo, Claudio Medici, Damiano Miotto, Adriano Ricchetti, Erminia Sciacchitano, Angela Vettese e Michele Zini ed esposti recentemente presso la Galleria Civica di Modena, dal 14 novembre 2008 al 6 gennaio 2009. 3) La Linea DABxGAI, prodotta dalle due aziende partner (MISSTAKE di Treviso e GiGi MEDICI di Sassuolo - MO) già in vendita presso i musei.

    Saranno esposte le opere di: Elena Ascari di Modena, Alessandro Barison di Padova, Chiara Bertolin di Vicenza, Aurora Biancardi di Modena, Bobina - Maria Piccinini di Milano, Rosaria Boemi di Messina, Valentina Cabri di Bologna, Pamela Campagna di Bari, Enzo Capozza e Maria Rita Fedeli di Varese, Laura D'Antoni di Torino, Cetti Davì e Dario Feo di Palermo, Evelyn Daviddi di Modena, Andrea Dell'Amico di Massa Carrara, Martina Della Valle di Firenze, Giulia Dell'Unto di Pisa, Francesca De Pieri di Venezia, Anna Rita De Prisco di Salerno, Dario Dutto di Torino, Silke De Vivo di Bolzano, Gaetano di Gregorio di Venezia, Martina Ferrara di Novara, Silvia Ferrari di Modena, Simona Ferrari di Milano, Angela Florio di Milano, Francesca Genetti di Trento, Grazia Maria Giorgi di Roma, Laurence Humier di Milano, Claudia Malvestio di Padova, Marcella Marchi di Milano, Francesco Marulli di Pescara, Cristina Melacci di Arezzo, Katia Meneghini e Thanos Zakopoulos - Ctrlzak art & design studio di Venezia, Mattia Menegotto di Venezia, Rachel Morellet di Firenze, Cinzia Muscolino di Messina, Gabriele Negro di Pavia, Francesca Pasini di Modena, Francesca Patrizi di Roma, Federica Perini di Bolzano, Edoardo Perri di Ancona, Michele Pollini di Ferrara, Gianfranco Pulitano di Messina, Alessandra Ragusa di Modena, Tania Rebagliati di Savona, Alvise Renzini di Bologna, Nordine Sajot di Pescara, Filippo Saltarelli di Pavia, Studio Archquadro di Dante Antonucci e Laura Crognale di Chieti, Stefania Vairelli di Pavia, Chiara Clizia Welker di Modena.

    Palazzo delle Esposizioni - Spazio fontana
    Via Milano 13, Roma
    DAB / ROMA Design per Artshop e Bookshop
    9 aprile - 3 maggio 2009
    Orari mostra: martedì, mercoledì, giovedì: 10.00-20.00;
    venerdì, sabato: 10.00-22.30; domenica: 10.00- 20.00; lunedì chiuso.
    Info: Giovani d'Arte | tel. +39 059 2032604
    giovanidarte@comune.modena.it
    www.comune.modena.it/gioarte

    Glass Touch. il design europeo per il vetro soffiato dalla collezione dei Concorsi di Trieste ContemporaneaDalla sua istituzione (1995) ad oggi, diverse migliaia di designer europei si sono cimentati nel concorso di Trieste Contemporanea che da quattro edizioni è dedicato al vetro.
    A Bassano vengono esposte 48 opere presentate alle mostre conclusive dei concorsi 2002 (fragile!), 2004 (eatable glass) e 2008 (graal glass). I vetri sono realizzati dalla Fornace Anfora di Murano. L’edizione 2006 (glassdressing), dedicata al gioiello in vetro e realizzata in collaborazione con la Scuola Abate Zanetti di Murano, è documentata da un video di Gaetano Mainenti e Daniela Manzolli girato a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano.
    Glass Touch. il design europeo per il vetro soffiato dalla collezione dei Concorsi di Trieste Contemporanea è il titolo della collezione in mostra a Palazzo Agostinelli. Una rara occasione di riguardare complessivamente al lavoro svolto per il concorso e raccogliere in un’unica veduta le varie edizioni espositive progettate per Venezia a Ca’ Rezzonico e per Trieste al Museo Revoltella e alla Stazione Rogers. Soprattutto l'invito di Giuliana Ericani, direttrice del Museo civico di Bassano, rappresenta una felicissima intuizione per tentare di aprire una nuova suggestiva strada di innovativo dialogo del design europeo con la grande scuola di ceramica di Bassano e Nove.
    La mostra – a cura di Franco Jesurun – è una co-produzione Museo civico di Bassano del Grappa, Comitato Trieste Contemporanea. L'esecuzione in vetro dei progetti è a cura di Fornace Anfora Murano (maestro soffiatore Andrea Zilio; maestro molatore Giacomo Barbini).

    opere esposte di: Carlo Allegri (I), Patrizia Baldan (I), Cristiano Bianchin (I), Rok Bogataj (SLO), Lorenzo Bonini (I), Marta Ceruti (I), de Calò/Anselmi/Stagni (I), Dagmar De Paolis (I), Davide Di Donato (I), Jurij Dobrila (SLO), Ana Paula Ferrua (I), Frank Gaertner (D), Gamba/Fornari/Saurer (I/CH), Annika Giesbert (D), Anette Kithier (D), Milos Joksimovic (SRB), Marta Laudani (I), Lehocky/Poracky (SK), Katija Lipicnik (SLO), Piero Lissoni (I), Pietro Lunetta (I), Magnani/Panizon (I), Gaetano Mainenti (I), Emanuela Marassi (I), Lorena Matic (I), Milani/Biondi/Pellicono (I), Gabor Molnar (H), Yoichi Ohira (I/J), Barbara Paganin (I), Grazia Patruno (I), Maurizio Pellegrin (I), Laura Pellicciari (I), Claudia Pfleger (A), Alfredo Pirri (I), Rayevsky/Bokotey (NCA-New Creative Association Fund, UA), Alessandro Rech (I), Elisa Rescaldani (I), Paolo Rizzatto (I), Rohdenburg/Fischer/Herten (Team Tentakulus, D), Tiina Sarapu (EST), Vladimir Stankovic (SRB), Stefano Suarez (I), Aysenaz Toker (TR), Paolo Ulian (I), Enrico Venturini (I), Simic Vukasin (SRB), Zanella/Giacobbe/Rigato (oooh!design, I)

    Palazzo Agostinelli
    via Barbieri, 34 - Bassano del Grappa (Vicenza)
    tel 0424 217800 - 0424 522235 - fax 0424 523914
    cultura@comune.bassano.vi.it, www.comune.bassano.vi.it, www.vivibassano.it
    inaugurazione: venerdì 17 aprile ore 18
    17 aprile > 14 giugno 2009
    da martedì a venerdì 16-19.30, sabato e domenica 10-12.30 e 16-19.30
    lunedì chiuso - ingresso libero

    Comitato Trieste Contemporanea
    Dialoghi con l'arte dell'Europa centro orientale

    via del Monte, 2/1 - Trieste
    tel 040 639187 - tscont@tin.it
    www.triestecontemporanea.it

    Kyoji Nagatani, La sedia da meditare 1988, cm. 117x31x41, bronzoIl consueto appuntamento proposto dalla galleria Anna Maria Consadori in occasione del Salone del Mobile di Milano quest'anno s'intitola Aprile. Proposte per una collezione trasversale.
    La celebre galleria milanese propone un percorso articolato che spazia dagli arredi «Domus Nova» di Giò Ponti del 1925 ai prototipi di Salocchi del 2008, al design e l'arte da Savinio a Melotti. Una proposta di interni con la «presenza» di opere d'arte, pittura e scultura che scandiscono il piacere per un vivere completo.
    L'inaugurazione è prevista il 22 aprile 2009 alle ore 18,00.

    Fino al 10 maggio 2009 saranno in esposizione:

  • Antiquariato e Design

  • Gio Ponti / Mangiarotti / De Carli / Minoletti / Salocchi / Caruzzo / Nesci
  • Arte

  • Savinio / Campigli / Mario Negri / Milani / Melotti / Roberto Crippa / Baj / Dadamaino / Chighine / Carmi / Ghinzani / Nagatani
  • Illuminazione

  • Prototipi di M.Fabbro


    Galleria Anna Maria Consadori
    via Brera, 2 - 20121 Milano
    phone +39 02 72021767
    22-28 aprile: tutti i giorni | 10.30-13.00 / 15.00-19.30
    29 aprile - 10 maggio: martedì-sabato | 10.30-13.00 / 15.00-19.30
    consadori.a.m@fastwebnet.it
    www.galleriaconsadori.com

    L'artista tedesco Wolfgang Laib, che per le sue celebri installazioni naturalistiche raccoglie pollini nei prati, ricorda il maestro dell'Arte Povera Mario Merz con una suggestiva mostra alla Fondazione Merz in programma dall'8 aprile al 7 giugno 2009.

    Fondazione Merz
    Tel. +39 011 19719437
    www.fondazionemerz.org

    Alessandro Mendini designer, scultore, architetto, maestro del Post Moderno è in mostra al Museo dell'Ara Pacis di Roma. La sua opera multiforme attraversa mezzo secolo e spazia dai piccoli oggetti di uso quotidiano a progetti museali ed urbanistici. In programma dal 5 aprile al 5 luglio 2009.

    Museo dell'Ara Pacis
    Tel. +39 06 0608
    www.arapacis.it

    Over Design Over. Materia, Tempo e Natura nel design contemporaneo | Amy Hunting, The Patchwork Series, © photo: Thomas Leach, Amy HuntingInaugura sabato 14 marzo 2009 alle ore 18.30 nella cornice della Rocca Paolina, in Piazza Italia a Perugia, la mostra Over Design Over. Materia, Tempo e Natura nel design contemporaneo, a cura di Marco Rainò e Andrea Margaritelli, inserita nel progetto "Infinita Città" con il quale si contraddistingue la stagione culturale 2008/2009 del capoluogo umbro. Promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali e Giovanili e dall'Assessorato all'Urbanistica del Comune di Perugia e in collaborazione con Regione Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio e Fondazione Guglielmo Giordano, la mostra espone una ricca selezione di oggetti attraverso cui poter riflettere criticamente sul design contemporaneo percorrendo tre differenti aree di indagine: materia, tempo e natura.
    Il percorso si sviluppa all'interno del monumentale e suggestivo spazio della Rocca Paolina in circa 600 metri quadrati, nei quali vengono approfondite le singole tematiche in oggetto. I protagonisti sono 44 designer di profilo internazionale; una selezione eterogenea in cui figurano grandi nomi e giovani realtà accomunati dall'alta qualità espressiva. Ciascuna sezione è introdotta dalla testimonianza di tre designer italiani di chiara fama: Michele De Lucchi per l'ambito «Materia», Enzo Mari in riferimento al «Tempo» e Andrea Branzi per ciò che riguarda la «Natura». Interrogati dai curatori, questi autorevoli testimonial offrono anche una personale lettura dell'argomento attraverso un documento inedito, filmato per l'occasione.
    Over Design Over. Materia, Tempo e Natura nel design contemporaneo | Pieke Bergmans, Crystal Virus, © photo:  studio Design VirusL'itinerario di visita è ad alto impatto visivo e pone in sequenza ragionata i singoli lavori dei designer ospiti, alcuni dei quali realizzati appositamente per l'evento o presentati in anteprima assoluta.
    L'allestimento, concepito appositamente per la mostra, si compone di strutture ideate attorno agli oggetti esposti ed è arricchito dalla presenza di numerosi contributi video e scenografiche modulazioni di luce. Le severe architetture della Rocca Paolina si fondono, quindi, con le opere dando vita a un percorso carico di emozione. Over Design Over propone, infatti, attraverso oggetti in equilibrio tra forma e funzione, un design altamente sperimentale e offre nel contempo l'opportunità per l'osservatore di riflettere sul significato del design oggi.
    Affianca la mostra, costituendone importante documentazione complementare di approfondimento, un catalogo bilingue (italiano/inglese) edito da Silvana Editoriale. Il volume, oltre a presentare i designer protagonisti e i corrispondenti progetti esposti, prevede un ricco corredo di testi comprensivo dei saggi dei curatori, delle eccezionali testimonianze originali di Andrea Branzi, Michele De Lucchi ed Enzo Mari e dei contributi di Luca Beatrice, Cristina Morozzi, e Cristiano Seganfreddo.

    Rocca Paolina
    Piazza Italia, Perugia
    15 marzo - 13 aprile 2009
    Inaugurazione: 14 marzo 2009 ore 18.30
    info: phone 075. 577.2416 / fax 075.577.2831
    cultura@comune.perugia.it
    Riccardo Dalisi: Il Teatro della Decrescita. Architettura e Design della Nuova InnocenzaDal 14 al 30 marzo 2009, negli spazi della Casa dell'Architettura in Piazza Manfredo Fanti 47 a Roma, avrà luogo la mostra Il Teatro della Decrescita. Architettura e Design della Nuova Innocenza. La mostra – curata da Alfio Cangiani con il coordinamento di Angela Potì – illustra le nuove teorie di Riccardo Dalisi rispetto ad una nuova ipotesi di architettura, ripensata nel solco di un percorso di necessaria «Decrescita», entro il quale compito dell'architetto sia intervenire, a partire da un lavoro quotidiano ma programmato sul lungo periodo, su tutti gli aspetti del mondo circostante, cominciando da una sorta di nuovo «Rinascimento» del pensiero, dei valori e delle opere, fino al più piccolo gesto quotidiano, nello sforzo di reintegrare il delicato equilibrio uomo/natura, come unico approccio possibile, necessario e sostenibile ad un nuovo futuro.
    Il 14 Marzo dalle 18,30 nell'opening della mostra sono previsti interventi di: Riccardo Dalisi, Lorenzo Imbesi (Domus, L'unità), Marco Petroni (La Repubblica).
    In contemporanea nella mostra 3/DDD - Design Della Decrescita saranno esposte opere di: Maurizio Buttazzo, Patrizia Barbaro, Corrado Bove, Alfio Cangiani, Luca Cascella, Angelo Cerrato, Daniela Corbascio, Giampiero Milella, Antonio Piccirilli, Angela Potì, Fabio Vinella e Gruppo Charta.

    Casa dell'Architettura
    Piazza Manfredo Fanti 47, Roma
    14 / 30 marzo 2009

    Dritto Rovescio. Fili intrecciati tra arte, design e creatività di massaDal 24 febbraio (e fino al 29 marzo 2009) Triennale Design Museum presenta la mostra Dritto Rovescio, che attraverso installazioni di artisti internazionali, oggetti di design e un laboratorio permanente aperto al pubblico, proporrà una riflessione sull’intreccio tessile come struttura metaforica del pensiero e della società, e al tempo stesso come mezzo di partecipazione individuale ai processi creativi. La mostra nasce dall’esperienza condotta negli ultimi due anni dal gruppo doknit- yourself e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano) che insieme con Triennale Design Museum hanno creato un appuntamento settimanale, il Knit Café, che ha coinvolto un numero considerevole di appassionati e curiosi intorno al tema del lavoro a maglia. Grazie alla nascita dei Knit Café i knitters hanno allacciato nuove relazioni, iniziato a lavorare con le proprie mani, realizzato piccoli e grandi progetti, e soprattutto partecipato alla realizzazione di un grande lavoro, il Family Dress, un abito composto da tanti vestiti saldati tra loro e realizzati con piccoli pezzi tutti diversi per forma, materiale, tecnica di lavoro, colore, assemblati da do-knit-yourself insieme a studenti, artisti e persone di buona volontà. Il Family Dress nato lo scorso anno con il contributo degli ascoltatori di “Pinocchio” - con La Pina e Diego - di Radio Deejay, è diventato simbolo del Knitting Made in Italy.
    Da qui è emersa l’idea di fare una riflessione più ampia in cui arte, design e creatività di massa trovassero per la prima volta un punto di incontro. L’intreccio del tessuto è la metafora che più si presta ad esprimere le relazioni nella narrativa, nella musica, nella logica, nella società, nella scienza, e la mostra Dritto Rovescio rappresenta proprio l’intreccio tra aree generalmente separate come l’arte, il design, la scienza e il lavoro delle singole persone attorno a un tavolino del bar o a casa davanti alla televisione.
    Performance, fotografie, installazioni e video di circa 30 artisti, tra i quali Claudia Losi, Janet Echelman, Nathalie Du Pasquier, Patricia Walzer, Freddie Robins, Anne Wilson, e oggetti di oltre 20 designer, tra i quali i fratelli Campana, Tom Dixon, Marcel Wanders, Patricia Urquiola, Tokujin Yoshioka, dialogano all’interno di un allestimento leggero e trasparente progettato da Dante Donegani e Giovanni Lauda.
    Un’area della mostra è riservata a un laboratorio in cui si terranno corsi di maglia e ricamo (grammatica di base dei punti d’amore con Giuliano e Giusy Marelli per Grgnasco Knits), ma anche workshop e conferenze di filosofia (il filo del pensiero e il tessuto musicale con Francesca Rigotti) e scienza (i modelli di spazio iperbolico realizzati all’uncinetto con Taimina Daina). Uno spazio anche dove fermarsi a lavorare e vedere filmati di esperienze di artisti e di appassionati.


    Triennale Design Museum
    Dritto Rovescio
    Fili intrecciati tra arte, design e creatività di massa

    viale Alemagna 6 - Milano
    24 febbraio - 29 marzo 2009
    phone +39 02–724341 / fax +39 02-89010693
    ufficio.stampa@triennale.it
    www.triennale.it

    Italian Genius Now. Back to RomeDall’11 febbraio al Macro Future di Roma sarà presentata al pubblico Italian Genius Now. Back to Rome, mostra di opere e oggetti industriali di artisti, designer, architetti, fotografi simbolo della genialità del nostro Paese, curata da Marco Bazzini, prodotta dal Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato con il contributo della Regione Toscana.
    L’originale proposta espositiva – un format itinerante replicabile in varie sedi internazionali con la partecipazione dei locali istituti di cultura italiani e di prestigiose istituzioni locali rivolto alla promozione della cultura e creatività italiana – ha reso possibile la circuitazione della mostra in molte sedi asiatiche – Hanoi, Singapore, Seul, Tokio, Taipei e New Delhi – in tempi brevi e con un notevole risparmio finanziario.
    Fino al 13 aprile 2009  data prorogata al 17 maggio 2009 , la mostra «torna» in Italia – da cui il «Back to Rome» del titolo – sostanzialmente immutata rispetto alle edizioni presentate in Asia. Un allestimento creato per tracce sparse in mezzo secolo di arte e design alla ricerca di un dialogo tra i diversi campi di quella cultura estetica e materiale che rimane l'immagine più rappresentativa dell'Italia. A partire dalla ''Vespa GS 150'' di Corradino D'Ascanio sviluppata per la Piaggio, per passare alla sperimentazione spaziale di Paolo Scheggi o al design moderno di Marcello Nizzoli e Achille Castiglioni.
    Italian Genius Now. Back to RomeA testimonianza degli anni Sessanta la mostra propone infatti la pittura «pop» di Roberto Barni, Umberto Buscioni, il design di Ettore Sottsass, e dei gruppi dell'Architettura Radicale – Archizoom e Superstudio – che progettarono per la pistoiese Poltronova di Sergio Cammilli. Imprenditore-editore che, come nota Andrea Branzi, «adottò subito un metodo diverso, sperimentale, mettendo insieme l’anima policentrica del design italiano, le sue contraddizioni, le sue tendenze opposte; nella certezza, oggi rivelatasi esatta, che proprio in questa complessità si trovava il motivo dell’unità e della vitalità di questo straordinario fenomeno. Cammilli mise subito insieme, nello stesso catalogo, gli oggetti anarchici degli Archizoom e la prima parete attrezzata italiana – Il Cub8 – di Angelo Mangiarotti, le prove Post-Modern di Paolo Portoghesi con gli archetipi irridenti di Ettore Sottsass. Come dire: tutto e il contrario di tutto, prevedendo quel frazionamento dei mercati e del gusto, che dieci anni dopo verrà chiamato post-industriale».
    Per gli anni Settanta spiccano poi le opere di Giuseppe Chiari – uno dei rari italiani appartenenti al movimento «Fluxus» –, gli anni Ottanta si caratterizzano per la figurazione scultorea di Roberto Barni, mentre, a rappresentare gli ultimi decenni, è la visionarietà «futurista» dell'ultimo scooter «MP3» – progettato da Marco Lambri e prodotto ancora dalla Piaggio –, che con le sue due ruote anteriori e una posteriore che è diventato anche l’icona simbolo del «Compasso d’Oro» alla carriera dell'azienda toscana.
    Italian Genius Now. Back to RomeLa mostra è in estrema sintesi la ragionata esplicitazione di una fenomenologia di grande fascino: quella del «Made in Italy» che oltrepassa sin dai primi anni '50 le frontiere consolidandosi in Europa, in America – dove i creatori italiani hanno ricevuto riconoscimenti ufficiali con collaborazioni prestigiose, premi e inviti ad esposizioni internazionali (su tutte Italy: The New domestic Landscape proposta dal MoMA di New York nel 1972) –, e nel mondo.


    In mostra opere di: Carla Accardi, Aurelio Amendola, Archizoom, Marco Bagnoli, Nanni Balestrini, Lorenzo Banci, Roberto Barni, Carlo Bartoli, Massimo Barzagli, Vanessa Beecroft, Luca Bertolo, Umberto Buscioni, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Giorgio Ceretti, Pietro Derossi, Riccardo Rosso, Giuseppe Chiari, Fabrizio Corneli, Vittorio Corsini, Corradino D'Ascanio, Andrea Facco, Roberto Fallani, Carlo Fei, Salvatore Ferragamo, Isabella Gherardi, Piero Gilardi, Stefano Giovannoni, Giulio Iacchetti, Emilio Isgrò, Marco Lambri, Ketty La Rocca, Aldo Londi, Arrigo Lora Totino, Lucia Marcucci, Amedeo Martegani, Andrea Martinelli, Alberto Meda, Alessandro Mendini, Sabrina Mezzaqui, Marcello Nizzoli, Luciano Ori, Paolo Parisi, Gaetano Pesce, Lamberto Pignotti, Alfredo Pirri, Michelangelo Pistoletto, Sara Rossi, Mimmo Rotella, Gianni Ruffi, Maurizio Savini, Tobia Scarpa, Paolo Scheggi, Sissi, Ettore Sottsass, Superstudio, Gianluigi Toccafondo, UFO, Franco Vaccari, Massimo Vitali, Marco Zanuso, Gilberto Zorio.

    Macro Future
    11 febbraio / 13 aprile 2009  data prorogata al 17 maggio 2009 
    Area Ex-Mattatoio Piazza Orazio Giustiniani - 00153 Roma
    phone + 39 06671070400
    www.macro.roma.museum

    Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci
    Viale della Repubblica, 277 - 59100 Prato
    phone +39 0574 5317 | +39 0574 531901
    info@centropecci.it
    www.centropecci.it

    Severini, Mart di Rovereto, Illuminazioni - Avanguardie a confronto, Futurismo 100A cento anni dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo rimane intatta l’originalità e la forza d’innovazione del primo grande movimento d’avanguardia italiano, fondato nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti.
    Nell’ambito delle celebrazioni del Centenario del Manifesto futurista, FUTURISMO100 è il grande evento, patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che presenta tre grandi esposizioni nell’arco di tutto il 2009.
    FUTURISMO100 inaugura il suo percorso scientifico con la mostra del Mart di Rovereto Illuminazioni - Avanguardie a confronto. Italia, Germania, Russia (17 gennaio-7 giugno 2009), prosegue con Astrazioni al Museo Correr di Venezia (5 giugno-4 ottobre 2009), e si conclude con Simultaneità (15 ottobre 2009-25 gennaio 2010) a Palazzo Reale di Milano.
    Il progetto a cura di Ester Coen, costituisce l’appuntamento italiano più atteso delle celebrazioni del Centenario, perché propone attraverso le tre esposizioni, una rilettura inedita del futurismo, avanguardia artistica di cui restano ancora poco indagate le relazioni con la più audace sperimentazione europea dei primi del ‘900.

    L’articolato intreccio di nuove visioni, tecniche e linguaggi rivoluzionari che, quasi in assenza di confini geografici, ha percorso i primi due decenni del secolo passato, sarà illustrato attraverso il dialogo tra le mostre, ospitate non a caso in città la cui storia è strettamente connessa, in positivo e in negativo, al movimento futurista: Rovereto, Venezia e Milano.
    Electa, editore ufficiale di FUTURISMO100, pubblica tre cataloghi che accanto alle opere esposte nelle singole esposizioni contiene una raccolta di manifesti, scritti teorici, lettere e documenti di archivio – in parte inediti - relativi agli artisti e ai temi scelti per ogni mostra.


    Mart di Rovereto
    FUTURISMO100. Illuminazioni - Avanguardie a confronto. Italia, Germania, Russia
    17 gennaio-7 giugno 2009
    Corso Bettini, 43 - 38068 Rovereto (TN)
    www.mart.tn.it

    Museo Correr di Venezia
    FUTURISMO100. Astrazioni
    5 giugno-4 ottobre 2009
    Piazza San Marco - Venezia

    Palazzo Reale di Milano
    FUTURISMO100. Simultaneità
    15 ottobre 2009-25 gennaio 2010
    Piazza Del Duomo 12 - Milano

    Dario Zaffaroni, Fluorescente, Twocycles - Galleria Spazio ZeroLa percezione visiva del colore nelle sue dinamiche più affascinanti, dalle carte fluorescenti degli anni settanta ai file elettronici di Macintosh, rappresenta per Dario Zaffaroni il centro della sua trentennale ricerca artistica. La mostra Twocycles presso lo Spazio Zero di Gallarate, organizzata da Metamusa arte ed eventi culturali, dal 21 febbraio al 8 marzo, presenta una accurata selezione di opere che bene riassumono gli sviluppi del suo lavoro.
    Zaffaroni, con la frequentazione di artisti dell'ambiente dell'avanguardia milanese quali Dadamaino, A. Calderara, G. Colombo, P. Minoli, M. Nigro, G. Spagnulo, J. Tornquist, G. Varisco, sviluppa nei primi anni Settanta, il ciclo delle Cromodinamiche Fluorescenti, opere realizzate con carte industrialmente precolorate e fluorescenti di dieci diverse tonalità. La tendenza Optical di quegli anni è alla base della progettualità di questi lavori, dove la peculiare composizione cromoplastica delle carte, abbinata al cromatismo esaltante del fluorescente, determinano con il muoversi del fruitore una visione optical/cinetica delle opere.
    Nel 1976, Zaffaroni evolve la sua ricerca verso nuove soluzioni cromatiche che nascono dall'esigenza di spostare la creatività verso nuove espressioni più incontrollate e accidentali. Inizia così un nuovo ciclo di lavori Cromo-optical basato sull'iterazione del segno "X" casualmente colorato su un'area prestabilita fino a ricreare una Superficie Cromatica Indeterminata, visualizzando impercettibili schemi grafici dovuti al caso compositivo.
    Il percorso espositivo di TWOCYCLES ripercorre il lavoro artistico di Zaffaroni con le opere più rappresentative.


    Spazio Zero
    Via Ronchetti, 6 Gallarate VA
    Tel./Fax 0331 777472
    21 febbraio / 8 marzo 2009
    Orario: da martedì a sabato 16.30-19.00
    domenica 10.00-12.00/16.30-19.00; lunedì chiuso
    www.museomarinomarini.it
    Gabriele De Vecchi, Honia, lampada, 1970, photo Leo TorriTriennale Design Museum presenta Gli specchi di Gabriele De Vecchi, a cura di Silvana Annicchiarico, direttore del museo. In mostra una selezione di opere in argento di Gabriele De Vecchi. Sono presentate diverse tipologie di prodotto, fra cui vasi, brocche, caffettiere, teiere e candelieri, che il designer chiama “specchi” per le caratteristiche della loro superficie.
    Tutta la ricerca di De Vecchi è legata al tema della percezione, del movimento e della relazione con l’osservatore. L’artista focalizza la propria attenzione sulla “pelle” dei materiali per stimolare la percezione sensoriale. Il suo approccio progettuale è rivolto a sperimentare nuove modalità di relazione tra materiali e pubblico, tra oggetto e osservatore in movimento.
    De Vecchi si confronta con un materiale come l’argento, che per sua natura ha delle caratteristiche specchianti intrinseche. Dopo aver plasmato la superficie dell’oggetto, sotto al biancore dell’ossido, si rivela progressivamente lo specchio. Nei suoi progetti, De Vecchi gioca con l’ambiguità fra forma reale e immagine riflessa, che crea un rapporto dialogico tra artefatto e spettatore.


    Gabriele Devecchi designer, architetto, orafo, artista e docente vive e lavora a Milano dove è nato nel 1938. Il segno che unifica l’articolazione delle diverse aree frequentate operativamente sta nella considerazione che le cose sono ambigue e instabili nello spazio e nel tempo. Non forme ma processi aperti all’intervento esterno, per favorire imprevedibili continuum metamorfici. Tali sono le opere e gli ambienti immersivi e interattivi del gruppo T, di cui è stato uno dei fondatori nel 1959. Anche nel design applicato all’ argento - per il proprio laboratorio milanese - e ai progetti per manufatti in oro, in porcellana o vetro, tende a realizzare oggetti che siano ironici produttori di messaggi cangianti e di relazioni dialogiche con chi li usa. Il tema della partecipazione del fruitore è sempre presente anche negli scritti in cui ipotizza che il vero artigiano contemporaneo sia il consumatore finale, indotto a costruire manufatti dall’offerta standardizzata di semilavorati e optional da assemblare. La tensione sperimentale si conferma nei diversi anni di attività didattica per il design, organizzata facendo precedere la manipolazione concreta e percettiva dei materiali alla informazione modellistica e teoretica. Attualmente conduce uno dei corsi di basic design della Facoltà di design e arti dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.

    Triennale Design Museum - Triennale DesignCafé
    via Alemagna, 6 - 20121 Milano
    3 febbraio-8 marzo 2009

    Design Ultrapoverissimo, Riccardo DalisiTriennale Design Museum presenta Design Ultrapoverissimo di Riccardo Dalisi, a cura di Silvana Annicchiarico, direttore del museo. In mostra una selezione di quaranta progetti di Riccardo Dalisi che rientrano nella poetica del “design ultrapoverissimo”. Con questo termine, Riccardo Dalisi indica un design in cui viene negato ogni elemento di ricchezza esteriore nei materiali e nelle tecniche di lavorazione.
    Il Design Ultrapoverissimo si caratterizza per un legame con la manualità, per la semplificazione delle forme e per il basso costo. Questo design ha le sue radici nel Design Radicale degli anni settanta e nella “tecnica povera” teorizzata dal designer nei primi anni settata attraverso i laboratori fatti in collaborazione con gli abitanti del Rione Traiano a Napoli. Dalisi ha sempre amato lavorare con materiali poveri, come cartapesta, legno abbandonato, ferro grezzo, latta, rame, in cui individua un grande valore comunicativo e una preziosità intrinseca. Propone un ritorno alla manualità che si pone in contrasto con la meccanizzazione e l’omologazione produttiva, formulando modalità espressive inedite e attribuendo un valore aggiunto agli oggetti d’uso. Vassoi, centrotavola e contenitori assumono così una nuova valenza attraverso la semplificazione delle linee e il recupero della figurazione, della decorazione, del segno e del colore.

    Triennale Design Museum - Triennale DesignCafé
    via Alemagna, 6 - 20121 Milano
    Fino al 1 febbraio 2009

    Helidon Xhixha, Energia, 2008 | Scultura in ferro - cm 51x61x18A partire dal mese di dicembre, per circa sei mesi, sarà possibile osservare all'interno del Circolo Golf Bogogno le opere monumentali dell'artista Helidon Xhixha. Progettato dall'architetto Robert Von Hagge, il Circolo Golf Bogogno, nato nel 1997, vanta due straordinari percorsi che si estendono su rilievi dominati dalle cime del Monte Rosa in una suggestiva cornice panoramica che offre agli amanti della natura un facile accesso al Parco del Ticino, il Lago d'Orta ed il Lago Maggiore.
    Associati e visitatori avranno l'opportunità di osservare, in questo magico contesto, le opere dell'artista di origine albanese oggi è noto per le sculture e per la tecnica molto innovativa con cui lavora ferro e acciaio, materia attraverso la quale esprime gli effetti plastici dell'energia e della luce mediante tecniche di lavorazione assai complesse e ricercate.

    Circolo Golf Bogogno
    Bogogno - Novara

    Vito Sardano, To overshootA cura di Valerio Dehò, To overshoot è la mostra dedicata a Vito Sardano dallo Studio d’Arte Fedele di Monopoli (Bari). L'esposizione presenta una ventina di lavori realizzati negli ultimi due anni; un lavoro che affina e prosegue quello precedente in una tensione ludica e poetica New Dada saldata fortemente in una nuova dimensione estetica di sorpresa e di piacevolezza visiva. Come segnalato in catalogo dal curatore «Nell’immaginario del riuso dei materiali è insita un’idea di futuro che è nello stesso tempo nostalgia del passato. L’accumulo e il riciclo sono componenti storiche del Neo dada di Rauschenberg e degli europei Nuovi realisti organizzati dal mitico poeta e critico d’arte Pierre Restany. Il trash o comunque il già vissuto ha la funzione mnemotecnica di conservare l’inutile, tipica operazione artistica, di annunciare il presente, e attraverso la sua critica (la società, i consumi, lo spreco, etc.), prefigurare un futuro migliore. (...) Sardano lavora sempre nella direzione di una ricerca figurativa a cui tutto si piega. (...) Non è un cantore del mondo meccanico, il suo futuro è dolce e colorato, la sua arte non ha asprezze di sorta ma propende a colori zuccherini, a manipolazioni e interventi quasi da altra pasticceria. Sembra che nei lavori degli ultimi due anni prenda forma una poetica neobarocca in cui si accentua una torsione della forma, un aggrovigliamento dei materiali che seguono morbide tensioni, sinuose traiettorie che portano a se stesse».
    La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio 2009.

    Studio d’Arte Fedele
    Via Mazzini, 49 - 70043 Monopoli (Bari)
    20 dicembre 2008 | 31 gennaio 2009
    phone +39 080.8872378
    studiodartefedele@tiscali.it

    Perino & Vele, SottovuotoIl Museo delle Arti di Catanzaro riprende la sua attività espositiva con la nuova direzione di Alberto Fiz. Dal 21 dicembre 2008 al 19 aprile 2009 gli spazi del MARCA più specificatamente dedicati alla ricerca contemporanea ospitano Sottovuoto, una personale degli artisti napoletani Perino & Vele con una selezione di oltre 20 opere tra sculture, installazioni, disegni e progetti realizzati negli ultimi dieci anni con una serie di nuovi lavori del 2008 proposti in anteprima.
    Mostra promossa dalla Provincia di Catanzaro – Assessorato alla Cultura, a cura di Alberto Fiz.
    Catalogo edito da Electa.

    MARCA - Museo delle Arti di Catanzaro
    Via Alessandro Turco - 88100 Catanzaro
    16 dicembre 2008 | 19 aprile 2009

    Pio Manzù. Quando il mondo era modernoAl GAMeC sono in corso fino all'8 febbraio 2009 tre mostre dedicate rispettivamente a Giacomo Manzù, Pio Manzù, Sterling Ruby.
    Giacomo Manzù. 1938 - 1965 Gli anni della ricerca si concentra sugli anni centrali della sua ricerca nella scultura, Pio Manzù. Quando il mondo era moderno segna le tappe della carriera del designer ed infine Sterling Ruby: Grid Ripper invitato per la prima volta in un museo europeo.

    GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
    Via S. Tomaso, 53 - 24121 Bergamo (Italy)
    Tel. +39 035 270272 fax +39 035 236962
    www.gamec.it

    Alla Galleria Civica di Modena il sublime è adesso, infatti fino al 6 gennaio 2009 si potrà vedere la mostra The sublime is now che si occupa di esplorare questo affascinante concetto emerso dal Romanticismo.

    Galleria Civica di Modena Palazzo Santa Margherita
    Corso Canalgrande 103 - 41100 Modena, Italy
    Tel. +39 059 2032911/2032940 - fax +39 059 2032932
    www.galleriacivicadimodena.it

    Operation FZDal 5 dicembre 2008 all'8 gennaio 2009, Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton e Zanotta, azienda protagonista della storia del design italiano, festeggeranno insieme il Natale 2008 con Operation FZ, una serie di proposte di arredamento e oggetti "decor" per una casa fra tradizione e modernità.
    Ospitata negli eleganti ambienti dello showroom Zanotta di Milano, Operation FZ presenterà, oltre ad alcuni complementi di arredo della rinomata collezione Zanotta alcune linee di oggetti per la casa disegnate dai giovani artisti-ricercatori di Fabrica per noti brand come Secondome e Bosa Ceramiche. Un incontro audace tra un'azienda rigorosa, ma aperta alla sperimentazione come Zanotta e Fabrica, un laboratorio internazionale di ricerca sui nuovi linguaggi del design. Un "melting pot" di icone classiche ed elementi moderni, in equilibrio perfetto tra tradizione e approccio onirico al design.

    Fabrica per Secondome (www.secondome.eu)
    Passato e futuro si fondono insieme nella sfiziosa collezione di oggetti in vetro disegnata da Fabrica per la nota galleria romana Secondome. Oggetti di uso quotidiano, ormai obsoleti, sono stati rivisitati sia nell'uso che nella forma dai designer di Fabrica. 14 preziosi pezzi, tutti in vetro soffiato a bocca, tra cui copritorta, copriarrosto, copriformaggio, portacaramelle, decanter, vasi, centrotavola e sculture in edizione limitata.
    Designer: Valentina Carretta, Becka Citron, Ben Cabelli, Rita Botelho / Fabrica

    Fabrica per Bosa Ceramiche (www.bosatrade.com)
    La collezione in ceramica comprende articoli per la casa e per l'arte della tavola, tra cui "Bibelots", oggetti che un tempo facevano parte della nostra vita quotidiana, come la cassetta VHS, la vecchia radio o il vecchio telefono (Designer: Sam Baron/Fabrica); la "Tea Time collection" ispirata al rito del the (Designer: Valentina Carretta/Fabrica) e "Design Slices", un servizio di piatti composto da 4 pezzi tradizionali a cui un semplice taglio laterale verniciato in argento contribuisce a dare un aspetto del tutto moderno e innovativo (Designer: Sam Baron/Fabrica).

    Fabrica (www.fabrica.it)
    E' il centro di ricerca sulla comunicazione della Benetton, nato nel 1994 dal patrimonio culturale del Gruppo. Ha sede a Treviso, nel complesso restaurato ed ampliato da Tadao Ando. La sfida di Fabrica è quella dell'innovazione e dell'internazionalità: un modo per coniugare cultura e industria, attraverso la comunicazione che si affida non più solo alle forme pubblicitarie consuete, ma veicola la "cultura industriale", "l'intelligenza" dell'impresa attraverso altri mezzi: il design, la musica, il cinema, la fotografia, i prodotti editoriali, internet.

    Operation FZ
    5 dicembre 2008 - 8 gennaio 2009
    Inaugurazione: giovedì , 4 dicembre 2008, alle ore 19:00
    Zanotta Piazza del Tricolore, 2 - Milano 20129
    tel: 02 76016445
    milanoshop@zanotta.com
    www.zanotta.com

    Loghi d'Italia, storie dell'arte di eccellereSotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Loghi d'Italia, storie dell'arte di eccellere è una mostra d’arte, viva e interattiva. Un viaggio coinvolgente e multisensoriale alle origini del Made in Italy, a cura di Innovarte Srl, dove i loghi sono il punto di partenza per raccontare i mondi delle imprese.
    Loghi d'Italia. Storie dell'arte di eccellere è una mostra sulle relazioni tra cultura e produzione, una narrazione, viva e interattiva, delle commistioni tra il mondo artistico-culturale e le principali aziende italiane. Una esposizione sull'eccellenza della creatività imprenditoriale italiana che, dalle aziende più antiche, come Amarelli 1731 e Peroni 1846, passando per Perugina e Lagostina, nate agli inizi del ‘900, si snoda tra le imprese affermatesi intorno alla metà del ‘900, come Zanotta o iGuzzini, fino ad abbracciare le nuove realtà emergenti che costituiranno l'eccellenza italiana del domani.
    Ideata e curata da Innovarte la mostra è realizzata con la collaborazione della Commissione Cultura di Confindustria e di Museimpresa.

    LE OPERE E GLI ARTISTI
    Il percorso espositivo, ampio e multiforme, abbraccia le opere e i contributi più disparati, dal lungometraggio di Bertolucci al documentario di Antonioni, dai Caroselli di Testa agli interventi artistici di Wahrol e Dalì, dalle affiches di Depero, Dudovich e Carboni ai versi di D'Annunzio, Marinetti, Pasolini, dai progetti architettonici di Cucinella e Fuksas alle sculture di Palladino, senza dimenticare il design, con Sapper, Zanuso, Superstudio e la collaborazione tra la Fondazione Federico Fellini e Giovannetti Collezioni.

    UNA MOSTRA MULTIMEDIALE
    Lo spazio scenico della mostra è dotato di un sistema neuronale tecnologico che, mediante un complesso di sensori, consente al visitatore di interagire con i contenuti dell'esposizione in ogni sezione del percorso, attraverso il proprio corpo. L'interattività costituisce il fil rouge dell'esposizione attraverso cinque videoinstallazioni, un tappeto interattivo (interactive floor) e un'installazione sonora che vedono l'impiego delle più avanzate tecnologie hardware e software.

    UN PROGETTO INTERNAZIONALE
    Loghi d'Italia ha una natura itinerante e non si concluderà con la mostra di Castel Sant'Angelo. Dal 2009 al 2011 diventerà un evento mondiale, ospitata presso gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo a sottolineare l'impegno volto alla diffusione della cultura d'impresa.

    Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo - Roma
    21 novembre 2008 - 25 gennaio 2009
    segreteria organizzativa: segreteria@loghiditalia.com
    ufficio stampa: info@itineracomunicazione.it
    www.loghiditalia.com

    Enzo Mari, Putrella, 1958, DaneseLa GAM di Torino, in occasione di Torino 2008 World Design Capital, dedica un’ampia antologica all’opera di Enzo Mari, con una mostra che aprirà al pubblico il 29 ottobre 2008 presso la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di via Magenta 31 a Torino: Enzo Mari. L’arte del design.
    La mostra, uno degli appuntamenti di punta dell’anno che vede Torino prima capitale mondiale del design, celebra una figura di spicco nel panorama del design italiano, attivo fin dagli anni Cinquanta con un’intensa attività artistica, quando si distingueva quale esponente di punta dell'arte programmata e cinetica.
    La mostra aperta fino al 6 gennaio prossimo, è realizzata come un “progetto globale” (curatela, allestimento e catalogo) interamente prodotta dallo studio di Enzo Mari; si sviluppa attraverso una scansione cronologica che volutamente non distingue in sezioni separate la produzione artistica dalla creazione di oggetti di design per le aziende.
    Attraverso una selezione di 250 opere, il percorso espositivo tiene comunque conto delle due fondamentali esigenze che nell’arco di un cinquantennio hanno guidato le scelte creative del Maestro: le opere realizzate “su richiesta implicita”, ossia per seguire un richiamo personale e interiore a cui Mari risponde attraverso opere entrate a far parte della storia dell’Arte Contemporanea, distinte dai lavori realizzati “su richiesta esplicita”, ovvero su richiesta delle aziende, imprese di produzione o enti che hanno affidato a Mari la progettazione di oggetti che hanno introdotto un approccio rivoluzionario al Design. La scelta delle opere da esibire in mostra è stata affidata dallo stesso Mari a un gruppo di amici che sempre hanno seguito il suo lavoro, chiamati a segnalare gli oggetti e i lavori che secondo il loro punto di vista hanno toccato il cuore e l’immaginario comune.
    Caratteristica dell'opera di Mari è la continua ricerca e sperimentazione di nuove forme e significati del prodotto, talvolta anche in contrapposizione con gli schemi tradizionali del disegno industriale. Definito “coscienza critica” del design, l’autore rifugge da ogni definizione e incasellamento del proprio lavoro. Autore di pezzi che hanno contribuito in modo significativo a fare la storia del design, non solo italiano, vincitore di quattro “compasso d'oro”, si è reso protagonista del dibattito sulla professione mediante testi di vario respiro (Funzione della ricerca estetica, 1970; Progetto e passione, 2001), opere dissacranti (Allegorie), interventi in prima persona.

    GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
    via Magenta 31 - Torino
    29 ottobre / 6 febbraio 2009
    martedì / domenica 10.00-18.00 | chiuso lunedì
    Infoline: + 39 011 4429518
    www.gamtorino.it

    Roberto Barni, Condominio ClandestinoCondominio Clandestino è il titolo della personale dedicata a Roberto Barni, che si terrà dal 19 novembre al 23 dicembre 2008 presso la Fondazione Mudima di Milano. In esposizione i lavori più recenti di Roberto Barni, dal 2005 ad oggi che comprendono disegni e sculture. Per l'occasione verranno presentate 3 nuove sculture dal titolo Condominio, Clandestini e Viaggiatore.

    Roberto Barni nasce a Pistoia il 30 settembre 1939. Negli anni Sessanta fa parte del gruppo della Scuola di Pistoia insieme a Umberto Buscioni, Gianni Ruffi e Adolfo Natalini. Il suo percorso artistico si allontanerà dalle basi concettuali per approdare ad un'espressività più urgente. Dagli anni Settanta inizia la sua ricerca per introdurre nelle opere le sue riflessioni che porteranno poi Barni a far riemergere le figure dal tempo e a riprendere corpo nello spazio. Inizia da questo periodo ad utilizzare i calchi fino ad approdare alla scultura che, dalla fine degli anni Ottanta, sarà sempre più presente tra i suoi lavori. Pittura e scultura vivono in un rapporto di confronto e scambio: la pittura prende volume, la scultura ruba alla pittura il suo cromatismo. Roberto Barni vive e lavora a Firenze.

    Fondazione Mudima
    via Tadino 26, 20124 Milano
    19 novembre / 23 dicembre 2008
    phone +39 02.29.40.96.33 | fax +39 02.29.40.14.554
    info@mudima.net
    www.mudima.net

    Lynn Carver, Labirinto / letto, 1992, Fili, AntiruggineDal primo dicembre 2008 al 17 febbraio 2009, in un contesto lontanissimo, e non solo geograficamente, dalle gallerie newyorkesi d'un tempo, Lynn Carver ha accettato di esporre nella mostra Fili le sue opere, risultato di un lavoro estenuante che si serve di taglio e cucito, orgogliosamente - come scrive il curatore Daniele Capra - svolto in prima persona, per costruire mappe geografiche, comporre ritratti, scrivere con il filo pagine di giornali o guide telefoniche.
    Il lavoro di Lynn ha affascinato, oltre che Mario Brunello, molti amici di Antiruggine, che hanno voluto offrire alla mostra una loro testimonianza (da Alessandro Baricco a Paolo Rumiz, ad Aldo Cibic), nonchè Dario Cimorelli, gran patron di Silvana, che ha volto stampare il catalogo.
    Con il passaparola che nasce dalla comunanza di riflessioni e obiettivi, prima ancora che la mostra abbia preso definitivamente forma, è già stata "calendarizzata" da altre sedi, in un circuito sorprendentemente esteso di luoghi non alternativi ma complementari a quelli dell'ufficialità delle mostre. Prima sede, dopo Antiruggine, sarà Artesella a Borgo Valsugana.
    Poiché Antiruggine non è una galleria d'arte, la mostra di Lynn Carver sarà visitabile, per un primo periodo, ovvero dall'inaugurazione e sino all'Epifania, tutti i pomeriggi dalle 15 alle 18 (lunedì, Natale e Capodanno esclusi) poi nelle sole serate Antiruggine il cui calendario è consultabile sul sito brunelloantiruggine.blogspot.com
    LYNN CARVER. Fili. Castelfranco Veneto (Treviso), Antiruggine (Borgo Treviso 158), dal primo dicembre 2008 al 17 febbraio 2009. Mostra promossa da Mario e Arianna Brunello, a cura di Daniele Capra. Catalogo Silvana Editoriale con interveti del curatore e di Mario Brunello, Alessandro Baricco, Aldo Cibic, Euro Pavanetto e Paolo Rumiz.

    Lynn Carver, Rialto, una mappa per i ciechi, 1989, Fili, AntiruggineCi sono tre situazioni assolutamente uniche a monte di questa mostra: un'artista veramente originale, un grande violoncellista e un singolare sodalizio di intellettuali. Il tutto nei pochi chilometri che separano Castelfranco, città del Giorgione, dai Colli Asolani, con l'America sullo sfondo.
    E' dagli Stati Uniti, ed esattamente da Ithaca (nome assolutamente anch'esso non casuale per chi voglia credere ai segni del destino) che arriva Lynn Carver. Approda, negli anni '80, in una antica casa di pietra tra i boschi dei Colli Asolani, un luogo assolutamente differente rispetto alla New York che nel precedente decennio l'aveva vista protagonista. Ad Asolo Lynn, con il marito Euro, ha creato un suo angolo di mondo, al riparo dall'invadenza di quei vortici newyorkesi che dissipano energie e consumano relazioni, legami, persone.
    A strapparla da un buen retiro dove la creatività si è fatta esercizio intimo, da non ostentare, è stato un altro grande artista, Mario Brunello, tra i più grandi violoncellisti oggi al mondo. Come nelle favole, egli, gran camminatore, si imbatte nella casa di Lynn, conosce l'artista, si innamora della sua opera e scalfisce ritrosie divenute scelte di vita.
    Il terzo fattore è un sodalizio del tutto particolare che Mario Brunello, con la moglie Arianna, ha creato a Castelfranco Veneto. Qui, in un capannone industriale, a ridosso dell'antica città murata, i Brunello hanno voluto Antiruggine, un luogo "per dar vita ai pensieri e alle idee, per non lasciare la nostra mente alla ruggine". Dove si forgiava il ferro, nel primo anno e mezzo di vita di Antiruggine sono passate decine di artisti, grandi musicisti, scrittori, poeti, ricercatori, registi, intellettuali che si sono messi non su un palco ma in mezzo alla gente, non a recitare una parte ma a confrontarsi con chiunque lo volesse: ad Antiruggine non c'è un biglietto di ingresso, non c'è neppure un manifesto, non un annuncio sui giornali, tutto si basa sul passaparola, un passaparola che stipa regolarmente il capannone. Tra i tanti amici dei Brunello e di Antiruggine: Alessandro Baricco, Stefano Benni, Vinicio Capossela, Giuseppe Cederna, Andrea Lucchesini, Carlo Mazzacurati, Moni Ovadia, Marco Paolini, Danilo Rossi, Paolo Rumiz, Tobia Scarpa, Sonig Thakerian...

    Antiruggine
    Borgo Treviso 158 - Castelfranco V.to (TV)
    1 dicembre 2008 - 17 febbraio 2009
    info@mudima.net
    www.mudima.net

    Stefano SuarezApproda a Trieste nella nuovissima Stazione Rogers l’Ottavo Concorso Internazionale di Design Trieste Contemporanea che presenterà, dopo la tappa veneziana a Ca’ Rezzonico, i 21 calici ispirati al Sacro Graal realizzati in vetro soffiato. GRAALGLASS Bianco Mistero, organizzata con i Musei Civici Veneziani, espone i migliori progetti selezionati dalla giuria internazionale presieduta da Gillo Dorfles, che ha rivolto una particolare attenzione al rapporto del vetro con la luce e ha disposto l’assegnazione dei premi 2008. Il Concorso, aperto ai designer di 23 paesi europei, si pone come importante occasione di confronto tra la tecnica vetraria muranese e la creatività di artisti internazionali, in particolare provenienti dai paesi dell'Europa centro orientale. A corollario dell’esposizione ci sarà un nutrito calendario di eventi collaterali che animeranno per un mese intero la Stazione Rogers e che vanno dai film a tema alle visite guidate fino alla degustazione di vini in particolari calici.

    Vladimir StankovicIl primo premio “Gillo Dorfles” è aggiudicato al progetto dell’architetto romano Stefano Suarez che propone di ritagliare la sagoma di un calice in un blocco di vetro la cui superficie esterna acidata contrasta la percezione del profilo incluso nel blocco e permette alla luce di dominare l’oggetto.

    Il premio INCE, riservato al miglior designer proveniente da uno dei paesi aderenti all’INCE non ancora facente parte dell'Unione Europea, va all’artista serbo Vladimir Stankovic che presenta un calice conico a spirale, cristallino, che poggia su di un supporto cubico.

    Il premio BEBA, destinato al designer più giovane tra quelli selezionati, è assegnato alla giovane designer turca Aysenaz Toker (classe 1984) che ha disegnato una tazza/calice da tè nata osservando i turisti occidentali in visita ad Istanbul.

    progettisti vincitori e segnalati:
    Carlo Allegri (Italia), Rok Bogataj (Slovenia), Dagmar De Paolis (Italia), Davide Di Donato (Italia), Ana Paula Ferrua (Italia), Frank Gaertner (Germania), Anette Kithier (Germania), il gruppo Lehocky/Poracky (Repubblica Slovacca), Emanuela Marassi (Italia), il gruppo Milani/Biondi/Pellicono (Italia), Laura Pellicciari (Italia), Alessandro Rech (Italia), il gruppo Rohdenburg/Fischer/Herten (Team Tentakulus, Germania), Vladimir Stankovic (Serbia, Premio INCE), Stefano Suarez (Italia, Premio Gillo Dorfles), Aysenaz Toker (Turchia, Premio BEBA), Enrico Venturini (Italia, menzione della giuria) e il gruppo Zanella/Giacobbe/Rigato (oooh!design, Italia)

    Aysenaz Tokerartisti invitati fuori concorso:
    Cristiano Bianchin, Gaetano Mainenti e Barbara Paganin



    GRAALGLASS Bianco Mistero
    Ottavo Concorso Internazionale di Design Trieste Contemporanea 2008

    Stazione Rogers

    Riva Grumula 12, Trieste
    12 dicembre 2008 > 13 gennaio 2009
    martedì 9 dicembre, ore 11.30: conferenza stampa
    venerdì 12 dicembre, ore 18: inaugurazione
    martedì 13 gennaio, ore 18: finissage
    www.triestecontemporanea.it
    www.museiciviciveneziani.itm

    Giampaolo Babetto, bracciale, 1977, Gioiello italiano contemporaneo - Tecniche e materiali tra arte e designiAl via la mostra Gioiello italiano contemporaneo - Tecniche e materiali tra arte e design.
    Curata da Alba Cappellieri, la mostra figura tra gli eventi di Torino 2008 World Design Capital per la capacità di raccontare lo straordinario patrimonio orafo italiano in termini di progetto. La mostra intende infatti presentare la varietà del gioiello italiano per la prima volta considerato sia nei suoi aspetti di manufatto artistico sia di prodotto industriale. Non soltanto oggetto di lusso ma anche ornamento per il corpo dove il valore di materiali e gemme si unisce a quello del progetto.
    Dal corallo alla filigrana, dal micromosaico alla pietra lavica, testimoni di una cultura dell’eccellenza orafa poco frequentata nella contemporaneità. La sfida è stata quella di fare interpretare le diverse tecniche e materiali da artisti, designer, progettisti orafi e aziende, con l’obiettivo di dimostrare che gli antichi saperi possono avere un’estetica contemporanea e per questo rivolgersi a un pubblico più ampio.
    In un confronto ideale tra passato, presente e futuro emerge la vocazione orafa e la tradizione artistica dei diversi distretti orafi italiani laddove la qualità e la distinzione si configurano come elementi strategici per competere sui mercati internazionali.

    Museo Accorsi
    Via Po, 55 - 10124 Torino
    Fino all'11 gennaio 2009
    tel. 011.837.688 interno 3
    info@fondazioneaccorsi.it
    www.fondazioneaccorsi.it

    Atelier P&B3 giornate Open day. Nel X Anniversario, dell'Atelier P&B in viale XXV Aprile a 6 Scandiano - Reggio Emilia, Paolo Benevelli offrirà l'opportunità di vedere dal vivo le proprie opere originali e i lavori nelle date del 7 - 14 - 21 dicembre 2008 dalle 16.00 alle 19.00.
    L'affermato designer definito da David Palterer "L'uomo dei geroglifici" sarà presente a tutte e tre le serate e a coloro che parteciperanno all'incontro verrà rilasciata una cartolina "opera stampata in edizione limitata e firmata".
    Le tre giornate, oltre ad essere un'ottima occasione per conoscere opere ed oggetti unici che si distinguono per un approccio innovativo, a metà tra l'artistico e l'industriale, offriranno opportunità di special price sui prodotti esposti.

    Atelier P&B
    viale XXV Aprile, 6
    Scandiano Reggio Emilia
    7 - 14 - 21 dicembre 2008
    16.00-19.00
    www.paolobenevelli.com

    Fortunato Depero. Opere della Collezione FedrizziI Musei Civici di Venezia aprono le celebrazioni del Centenario del futurismo (che culmineranno con la grande mostra al Correr del giugno 2009) con Depero. Opere della Collezione Fedrizzi, una preziosa anticipazione dedicata a Fortunato Depero. Oltre ottanta opere realizzate tra il 1914 e il 1956 (olii, tempere, disegni a china e a carboncino, collage, bozzetti pubblicitari, tarsie in legno e in stoffe colorate, progetti di arredo) tra cui celebri capolavori come il Libro imbullonato (1927) o Nitrito in Velocità (1922), e opere inedite, a documentare l’attitudine multimediale di Depero, in una visione totalizzante dell’espressione artistica e una apertura globale dentro e oltre il futurismo. La mostra realizzata grazie alla famiglia Fedrizzi, consente l’esposizione al pubblico per la prima volta, della intera collezione di Giuseppe Fedrizzi, che, dopo la mostra, resterà ai Musei Civici di Venezia con un deposito a lungo termine a Ca’ Pesaro. La mostra, a cura di Maurizio Scudiero (Catalogo Electa), resterà aperta fino al 1 marzo 2009.

    Museo Correr
    Piazza San Marco 52 - Venezia
    Fino al 1 marzo 2009

    1988: vent'anni prima, vent'anni dopo, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, PratoSi inaugura sabato 1 novembre, alle ore 18.00 presso le sale espositive del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci 1988: vent'anni prima, vent'anni dopo. La rassegna, curata da Marco Bazzini, propone un percorso tra opere che a partire dal 1968 e fino ai giorni nostri hanno fatto storia. Un viaggio nell'arte contemporanea cercando di ricucire alcuni fili che legano il '68 al presente.
    Concepito come una serie di piccole personali, il percorso espositivo, che abbraccia quaranta anni di arte italiana, intende testimoniare le diverse fasi legate al lavoro di ogni artista e creare, tra le opere proposte e le generazioni a cui esse appartengono, un originale dialogo.
    Muovendosi tra opere e mostre che hanno fatto storia, come il Teatro delle mostre (La Tartaruga, Roma, 1968, di cui saranno riproposte le installazioni Luna di Fabio Mauri e Il muro della Sorbonne di Nanni Balestrini), la nascita del Centro Pecci alla fine degli anni Ottanta (da cui la data che dà il titolo alla mostra e la presenza di alcuni artisti che in questi anni vi hanno esposto e le cui opere sono in Collezione come Pistoletto, Gilardi, Liliana Moro, Daniela De Lorenzo) nonchè alcune personalità importanti dagli anni Settanta (come Ketty La Rocca e la meno conosciuta Anna Valeria Borsari) fino alle ultime generazioni (Pietro Ruffo, Andrea Salvino, Michele Dantini, Gea Casolaro), la mostra vuole ricucire alcune tematiche che legano il '68 al presente.
    Durante il periodo della mostra – in corso fino al 15 febbraio 2009 – a completamento del progetto espositivo, sarà presentato un ciclo di incontri in cui importanti testimoni e intellettuali porteranno il loro contributo di studio a un dibattitto che a distanza di quarant'anni resta ancora attuale.
    Le conferenza saranno poi trascritte nel catalogo, edito da Giunti Editore, come parte integrante del progetto.

    Tutte le attività del Centro sono promosse da Regione Toscana, Comune di Prato con il contributo di Fondazione Monte dei Paschi di Siena, ASM SpA, Gruppo Consiag, CariPrato SpA e Unione Industriale Pratese. Museo associato AMACI

    Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci
    Viale della Repubblica 277 - Prato
    2 novembre 2008 / 15 febbraio 2009
    Inaugurazione: 1 novembre ore 18.00
    Info: +39 0574 5317
    Info: info@centropecci.it
    Info: www.centropecci.it

    DÉCO. Arte in Italia 1919 - 1939Dal 31 gennaio 2009 e fino al 28 giuno 2009, Palazzo Roverella riproporrà il suo annuale appuntamento con le grandi esposizioni d'arte. Il filone sarà, ancora una volta, quello dell'arte in Italia tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento.
    Dopo aver, con successo, indagato gli anni della Belle Epoque (1880 - 1915), è la volta del Déco, un termine che indica uno stile, un gusto che segnò nelle diverse arti il periodo compreso tra i due conflitti mondiali. Déco esprime la ricerca di una modernità che intendeva superare la mera funzionalità delle forme aggiungendo ad esse eleganza e persuasività.
    Il termine Art Déco o più brevemente Déco fu coniato negli anni '60 come ricapitolazione critica condotta dagli storici di uno stile o, più correttamente possiamo dire di un gusto che aveva segnato nelle diverse arti il periodo compreso tra i due conflitti mondiali. Come sovente accade per la storia dell'arte fu il riconoscimento a-posteriori di temi e di formule figurative riconducibili ad un comune denominatore. E' possibile definire il Déco come manifestazione di un gusto non fondato su precise teorizzazioni - in questo si è voluto vedere la discontinuità con l'Art Nouveau - ma assai diffuso in tutte le manifestazioni artistiche rivolte, come si diceva, alla ricerca di una modernità che intendeva superare la mera funzionalità delle forme aggiungendo ad esse eleganza e persuasività. Possiamo quindi accettare il termine Déco come sinonimo di un'idea di moderno, non di modernista. L'Art Déco, affermatasi negli anni Venti e Trenta e caratterizzata da numerose sfaccettature, si ispira alle geometrie dell'universo della macchina, alle forme prismatiche delle costruzioni metropolitane e a modelli di una classicità altrettanto persuasiva nei propri canoni di eleganza. Il termine Art Déco era facilmente passato dal ristretto mondo degli specialisti al largo pubblico che rapidamente si è impadronito di questa etichetta evocativa di una moda.
    Galileo Chini: La glorificazione dell'Aviatore, 1920Fino ad oggi il tema dell'Art Déco indagato è presentato al grande pubblico prevalentemente per gli aspetti connessi alle arti decorative, agli interni e all'architettura. Solo di recente si è cercato di verificare anche nelle altre arti le possibili consonanze con il gusto déco. L'intento della mostra che si aprirà nelle sale del Palazzo Roverella di Rovigo intende offrire al pubblico un possibile filo di lettura con uno sguardo che privilegia la produzione pittorica (senza tralasciare la scultura cui è dedicata una sezione) nell'assunto che un filo di coerenza percorra tali ricerche proprio nel riferirsi alla comune problematica della decorazione e della modernità.
    La critica aveva potuto cogliere un possibile avvio della stagione dell'Art Déco nell'Exposition Internationale Arts Décoratifs et Industriels des Modernes che si era tenuta a Parigi nel 1925, sottolineando, quindi, un primato della Francia.
    Anche l'Italia partecipa con una posizione affatto originale all'affermarsi di tale gusto: non possiamo dimenticare che a partire dal 1923 si tengono a Monza mostre biennali di arti decorative seppure ancora legate all'idea di un artigianato regionale. La mostra articolata in undici sezioni intende documentare lo svolgersi in Italia di questa temperie artistica che dal decorativismo derivato ancora dall'esperienza liberty di Galileo Chini di Umberto Brunelleschi o di Duilio Cambellotti passa ad utilizzare le idee formali del Futurismo come dimostrano le opere di Giacomo Balla, di Fortunato Depero, di Diulgheroff, di Fillia.
    Fillia: Figura e ambiente o Donna seduta, 1926 – 1927E' quindi vero che nel Déco italiano possiamo trovare ad un tempo sollecitazioni classiciste, visioni orientalizzanti, rappresentazioni del mondo meccanico, attenzione alla sinuosità offerta dai ritmi della danza, e modellazioni plastiche tipiche degli sports. Nella visione di modernità riconducibile al déco così come si manifesta nel contesto dell'arte italiana degli Venti e Trenta, possiamo annoverare con diversi accenti che trovano ampia giustificazione nelle sezioni nelle quali si articola la mostra le opere di Giulio Aristide Sartorio, di Alberto Martini, di Ferruccio Ferrazzi, di Mario Sironi, di Achille Funi, di Ubaldo Oppi, di Gino Severini, di Felice Casorati. La mostra intende poi documentare alcuni aspetti esemplari connessi alle arti decorative al fine proprio di offrire le possibili sfaccettature con le quali il gusto déco si presenta in Italia: così accanto alla cartellonistica si è voluto in particolare presentare la produzione che l'architetto milanese Giò Ponti realizza per l'industria ceramica Richard Ginori, produzione significativamente premiata all'Esposizione di Parigi del 1925 e ancora l'attività di Vittorio Zecchin in bilico tra decorazione pittorica e raffinate produzioni vetrarie.
    La mostra si articola in 11 sezioni così intitolate: Inflessioni decorative del Déco; Verso nuove sintesi; Orizzonti esotici; Vittorio Zecchin e Murano: Déco tra vetri e dipinti; Divagazioni futuriste; Geometrie del Futurismo; La severità del Déco; Il sogno dell'antico; Giò Ponti: intorno alla Richard-Ginori; Déco scolpito; Il Déco nella grafica. Mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con Accademia dei Concordi e Comune di Rovigo. A cura di Dario Matteoni e Francesca Cagianelli; direzione della mostra: Alessia Vedova.

    DÉCO. Arte in Italia 1919 - 1939
    31 gennaio - 28 giugno 2009
    Palazzo Roverella - Rovigo
    Info: www.palazzoroverella.com

    Alberto Burri, Combustione Sacco, 1956La Triennale di Milano dedica dall'11 novembre 2008 all'8 febbraio 2009 una grande retrospettiva ad Alberto Burri con numerose opere come i celebri sacchi tagliati e ricuciti e rarità, come bozzetti e cellotex, sopratutto degli ultimi venti anni di attività.

    Triennale di Milano / Palazzo dell'Arte
    Via Alemagna, 6 - 20121 Milano
    Tel. +39/02 724341
    www.triennale.it
    info@triennale.it

    Sotto il segno di una malinconia ispirata e ribelle si apre il 6 novembre a Torino T2. Cinquanta Lune di Saturno, la Triennale allestita in tre sedi che riflette le mille sfaccettature di uno stato d'animo simbolicamente legato a Saturno e al temperamento artistico.
    Visibile fino al 18 gennaio 2009 al Museo d'Arte Contemporanea Castello di Rivoli, alla Palazzina della Società della Promotrice Belle Arti ed alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

    Museo d'Arte Contemporanea Castello di Rivoli
    Piazza Mafalda di Savoia - 10098 Rivoli (Torino)
    Tel. +39/011 9581547? 9565222/9565280
    www.castellodirivoli.torino.it
    castello.rivoli@csi.it
    www.torinotriennale.it

    Arnaldo Pomodoro, Disco in forma di rosa del deserto, 1993-1994È in corso presso la Fondazione Pomodoro a Milano Arnaldo Pomodoro. Grandi Opere 1972-2008, una retrospettiva che comprende 15 opere monumentali realizzate in 35 anni di attività ed un inedito mai esposto precedentemente.
    Si conclude il 22 marzo 2009.

    Fondazione Pomodoro - Milano
    Tel. +39 02 89075394
    www.fondazionearnaldopomodoro.it

    Genio e leggerezza caratterizzano la poliedrica personalità di Bruno Munari artista, designer, inventore di giochi, di macchine inutili e poetiche. A dieci anni dalla scomparsa il Museo dell'Ara Pacis gli dedica una grande retrospettiva che ne rivela il sorprendente talento. In corso fino al I° febbraio 2009. Chiuso il lunedì.

    Museo dell'Ara Pacis
    Lungotevere in Augusta - Roma
    Tel +39/06 0608
    www.arapacis.it

    Tazzina in pelliccia, da foto di Man Ray, courtesy Kunstmuseum BernLa mostra L’occhio di Meret Oppenheim presso kunst Merano arte vuole presentare una sezione trasversale dell’operato dell’artista svizzera, il più ampia possibile. La sua produzione sarà presentata attraverso le tematiche principali affrontate che rendono comprensibili il suo sviluppo artistico e personale. Verranno esposti i lavori degli ultimi 20 anni della sua attività, dagli anni 60 fino al 1985, anno della sua scomparsa. Con più di 60 opere, tra cui disegni, oggetti, schizzi, dipinti ad olio, la mostra presenta in prevalenza le analisi delle teorie sui sogni di Jung e sugli archetipi, che sono indispensabili per la comprensione artistica del Surrealismo. Una selezione di poesie tratte dalla sua vasta opera letteraria, il carteggio epistolare intrattenuto con il regista parigino Georges Goldfayn, mai pubblicato, le foto di Man Ray e i documentari creano un’immagine completa di questa straordinaria e lungimirante artista. Curatore: Valerio Dehò. Patrocinio: Fondazione della Cassa di Risparmio di Bolzano. Dal 04 ottobre 2008 all'11 gennaio 2009.

    kunst Meran | Merano arte
    im haus der Sparkasse | edificio Cassa di Risparmio
    Lauben 163 | portici 163
    I - 39012 Meran/o
    0039 0473 212643 - 0039 0473 276147
    www.kunstmeranoarte.org
    Parco Sculture del Chianti. Anfiteatro della Provincia di Siena Venerdì 11 Settembre, alle ore 19 è stato inaugurato l'unico Anfiteatro della Provincia di Siena con un concerto del Gruppo Polifonico Madrigalisti Senesi.
    Il nuovo anfiteatro si trova all'entrata del Parco Sculture del Chianti, a Pievasciata 12 km a nord di Siena e può ospitare circa 250 spettatori. Si presta per molti tipi di manifestazioni all'aperto, dal concerto alla presentazione prodotti e alla sfilata di moda. Le quinte sono di marmo bianco di Carrara, delle cave Michelangelo ed in granito nero dello Zimbabwe. Il palcoscenico di 54 m² ed i gradini sono in lava vulcanica.
    Parco Sculture del Chianti è il primo parco italiano situato in un bosco naturale interamente dedicato alla scultura internazionale d'arte contemporanea. La realizzazione di questa particolare area espositiva all'aperto, in cui sono inserite opere imponenti create ad hoc, è sottesa a tre linee-guida fondamentali, preposte dal proprietario e curatore Piero Giadrossi: integrazione tra arte e natura, internazionalità, varietà dei mezzi espressivi.
    Nei suoi cinque anni di vita, il Parco è diventato una meta importante per chi cerca qualcosa di diverso nella zona del Chianti. Dalla sua inaugurazione nel maggio 2004 fino ad oggi è stato visitato da più di 24.000 persone che ne sono rimaste affascinate.
    All'interno del Parco lungo un percorso di 1 km si trovano oltre all'Anfiteatro 26 sculture ed installazioni contemporanee, quali ad esempio un labirinto, un arcobaleno, la maestosa chiglia di una nave ecc, tutte perfettamente integrate in un mistico bosco di querce e lecci.
    Periodo e orari da aprile a ottobre: da martedì a domenica dalle 10 al tramonto, lunedì chiuso. Da novembre a marzo: su appuntamento. Nel periodo invernale si consiglia di telefonare prima della visita al numero 0577-357 151. Il biglietto d'ingresso è di € 7,50 per gli adulti e € 5,00 per i ragazzi sotto i 16 anni.


    Parco Sculture del Chianti
    La Fornace - S.P. 9, 53010 Pievasciata (Siena)
    Tel. +39.0577.357151 fax +39.0577.357149
    info@chiantisculpturepark.it
    www.chiantisculpturepark.it

    a cura di:
    Gabriella Masiello

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
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